Redazione

La notte di Montodivo. Una notte da capitano. L’ultimo gol di Riccardo Montolivo in partite ufficiali risale a 1222 giorni fa: nell’aprile 2014 contro il Catania. Contro i macedoni, prima doppietta in rossonero per lui. Già, proprio lui. Insultato, degradato, preso in giro, sbeffeggiato. Il centrocampista del Milan, privato della fascia da capitano, si prende una bella rivincita di fronte ai tanti detrattori. In tanti lo attendevano al varco, con i canini affilati, pronti a succhiarne ogni stilla di credibilità, per poi recitarne il de profundis e chiederne a gran voce l’addio. E invece…

Un capitano silenzioso….

Doppietta servita in faccia agli scettici. Con tanto di esultanza sotto la curva. Da capitano. Non serve la fascia. In tanti, troppi, si dimenticano che Montolivo, dal centrocampo in su, è l’unico rossonero con esperienza internazionale di lungo corso.  Montolivo è di lotta e governo. Lo è sempre stato. Lo scorso anno, è stato condizionato da infortuni che ne hanno limitato il rendimento. E nonostante tutto si è messo sempre a disposizione di Montella, sacrificandosi, giocando fuori forma, pur di aiutare la squadra. Una dedizione alla causa che non è stata mai compresa, né apprezzata. Fischi impietosi. Troppo facile, da vigliacchi, infierire su chi non è capace, per indole, di reagire. Montolivo è il prototipo del bravo ragazzo. Pulito. Elegante. Educato.Troppo. Mai una parola fuori posto, un gesto di rottura. Nè un gesto di reazione. L’ideale, insomma, per essere assalito dal branco di leoni da tastiera.

E un bravissimo ragazzo…

L’educazione e il rispetto sono spesso scambiati per debolezza. Montolivo non è una mammoletta. Ha dimostrato maturità, rispetto e attaccamento alla maglia, accettando senza discutere le scelte della società: ci ha anche parlato con Bonucci. E gli ha ceduto la fascia di capitano senza polemica. Anzi, con l’entusiasmo di chi è consapevole di avere trovato una risorsa, piuttosto che un concorrente. E Bonucci ha apprezzato enormemente il gesto. A proposito: il Milan non prende gol. Beh, questa sera era difficile riuscirci. E pero nonostante un test poco attendibile, l’esame sembra superato. La linea difensiva si è mossa con grande serenità. L’ingresso di Bonucci si sente, si avverte. Accanto a lui, anche Zapata ha preso maggiore coscienza di sé e dei propri mezzi. Bene cosi.