Redazione

Inter, rivoluzione dentro e fuori dal campo. Nelle ultime ore prendono corpo ipotesi clamorose e rivoluzionarie.  In campo, Spalletti, dopo un lungo e acceso confronto con la squadra, ha deciso di passare alla difesa a tre. Fuori, invece, si muove qualcosa. L’imprenditoria milanese, scontenta della gestione orientale, starebbe pensando a un nuovo impegno: restituire l’Inter ad una proprietà italiana. Iniziando dalla quota di Thohir.

Un ritorno di Massimo Moratti?

La voce si è sparsa e ha trovato credito. In tutti i sensi. Thohir, come noto, è interessato a liquidare le proprie quote. Resta da capire chi le possa rilevare. In questo senso, l’imprenditoria milanese si starebbe organizzando con una cordata per acquistarle e restituire almeno una parte dell’Inter agli…interisti. Una rivoluzione autarchica. Sin troppo facile pensare a Massimo Moratti, che però ha smentito un ritorno della famiglia nerazzurra. Al netto delle dichiarazioni dell’ex presidente,  queste parole sono già state registrate più di una ventina di anni fa. E si sa come è andata a finire. Moratti è sempre molto legato all’Inter, ma l’idea è quella di una cordata che affianchi Suning, per ritrovare un’anima italiana in società. E lasciare la proprietà al colosso cinese.

Intanto, è rivoluzione tecnica

Anche Spalletti sta preparando una rivoluzione. Però immediata. L’idea è di una difesa a tre: sfruttare Lisandro Lopez e rispolverare la 3 e ½ che ha portato fortuna a Roma. In questo caso a “scivolare” è Cancelo, le cui proiezioni offensive sarebbero coperte dall’ex Benfica. Una soluzione di gioco che non prevede la presenza di Candreva  e Perisic perché dall’altra parte, a quel punto, si potrebbe tenere un centrale bloccato o sfruttare la velocità di Dalbert che mostra palesi difficoltà in fase di ripiego ma ha piede e gamba per affondare. Una linea con Lisandro, Skriniar e Miranda è in grado, secondo il tecnico di Certaldo, di assorbire le sbavature dei due esterni. Icardi sarebbe affiancato da Eder e Rafinha  coperto da Vecino e Valero. Una rivoluzione che potrebbe essere attuata subito, sin dalla gara con il Bologna, la squadra che, per prima, ha creato gravi difficoltà all’Inter. E che può fungere da collaudo per le nuove disposizioni e le vecchie ambizioni di Spalletti & co.