Redazione

Sessantotto anni e non sentirne più di venti. Nonostante un’esperienza ultra trentennale nel mondo del giornalismo italiano, Oliviero Beha rimaneva per tutti lo stesso ragazzaccio che aveva iniziato al Paese Sera, parlando di sport. E se per gli altri era un’istituzione e un maestro, qui a IlPosticipo.it era anche un compagno di avventura. Entusiasta, appassionato e leale. Fino all’ultimo minuto, nonostante una malattia terribile e veloce, la sua voglia di partecipare e di confrontarsi con il mondo che lo circondava l’ha portato a mille scambi di idee e di progetti assieme a tutti noi.

Ci lascia una colonna del giornalismo, un autore spesso controcorrente che ha fatto dell’opera di inchiesta e della cultura il suo segno distintivo. Poliedrico e polemico, scrittore, ma anche voce in radio e volto della TV, Oliviero ha condiviso con noi il suo peculiare punto di vista, non solo sul calcio, ma più in generale sullo sport come metafora della condizione umana e specchio della società in cui viviamo.

Ilposticipo.it si unisce al cordoglio per la sua scomparsa e tutti noi facciamo le più sentite condoglianze a chi gli è stato accanto fino alla fine. “Papà se n’è andato abbracciato da tutta la sua grande famiglia allargata di parenti e amici”, ha dichiarato sua figlia Germana. E non potremmo essere più d’accordo. Per noi Oliviero Beha è stato il maestro che, come l’ultimo degli allievi, non smetteva mai di voler imparare. Era il grande vecchio con l’entusiasmo del ragazzino. Ma soprattutto, era un amico. E ci mancherà.