Elisa Ferro Luzzi

Conte e Mourinho, Mourinho e Conte. Destini incrociati per i due tecnici in Premier, alti e bassi in un campionato che in questo momento vede l’italiano (fino a qualche settimana fa a rischio esonero) secondo ad un punto dal Liverpool di Klopp e il portoghese in seria difficoltà a Manchester. Contro lo Swansea, ieri, lo United è tornato a vincere ma il momento di Mou Oltremanica rimane comunque complicato. Mentre Conte è passato dal linciaggio all’osannazione totale.

Conte vs Mourinho, la parola ai numeri

I numeri in Inghilterra dell’ex tecnico della Juve, in effetti, fanno impallidire lo Special/Humiliated One. Conte ha vinto 8 partite su 11 da allenatore dei Blues, lo stesso numero di partite vinte da Mou nelle ultime 26 gare di Premier prima del risultato con lo Swansea. Nelle 16 gare alla guida del Chelsea, prima dell’esonero avvenuto nel 2015, Mourinho non riuscì ad andare oltre le quattro vittorie, cinque quest’anno con lo United. Il confronto diretto è storia recente: 4-0 e umiliazione a Stamford con tanto di litigio.

Mourinho bacchetta Conte per l'esultanza sul 4-0

Mourinho bacchetta Conte per l’esultanza sul 4-0

La vittoria con lo Swansea ed il ritorno al gol di Ibra (la rete numero 25mila nella storia della Premier) rimettono per il momento le cose a posto al termine di una settimana difficile. Secondo il Telegraph il portoghese, dopo la sconfitta con il Fenerbahce, ha accusato la squadra di scarsa concentrazione e di aver affrontato il match europeo come un’amichevole precampionato. Non solo: avrebbe deciso di liberarsi di almeno otto giocatori e di ridisegnare completamente la rosa. Nella lista figurerebbero l’ex granata Matteo Darmian, Marcos Rojo e Phil Jones per quanto riguarda i difensori. A centrocampo l’epurato numero uno è Bastian Schweinsteiger, a seguire Morgan Schneiderlin, Michael Carrick, Ashley Young e Memphis Depay. Qualcuno dice che sia stato addirittura messo in discussione Zlatan Ibrahimovic.

CHELSEA RINATO CON LA CURA CONTE

Diverso il momento che sta vivendo Conte, passato dal linciaggio della stampa inglese alla standing ovation dei tifosi. Il suo Chelsea è diventato grande ed è balzato per una notte in vetta alla classifica di Premier grazie alla vittoria per 5-0 sull’Everton, non esattamente l’ultima delle squadre inglesi. Impossibile non rendersi conto della mano dell’ex ct della Nazionale sui Blues, che ha plasmato la squadra a sua immagine e somiglianza. Victor Moses è ormai uno degli esterni di maggior rendimento della Premier, Pedro è diventato un regista offensivo di qualità, Diego Costa è capocannoniere dopo una stagione (la scorsa) disastrosa. Per non parlare di Hazard, apparso al top nella sfida con i Toffees. La rosa è una delle più competitive del campionato, più o meno la stessa che aveva… Mourinho la scorsa stagione, quando si alternò con Hiddink sulla panchina dei Blues. Con il 3-4-3, modulo già utilizzato alla Juve e in Nazionale, Conte è riuscito a tirar fuori il meglio da tutti, anche da quei giocatori che nei mesi scorsi hanno faticato di più. La partita che ha galvanizzato di più Conte e gli ha ridato fiducia è stata, guarda un po’, quella con lo United in cui si è sorbito anche il rimprovero di Mourinho.