Elisa Ferro Luzzi

Tutto pronto per un nuovo episodio della tormentata storia tra Josè Mourinho e Pep Guardiola. Teatro della puntata numero 17 è Manchester, a tre anni dall’ultimo incrocio. Negli episodi precedenti: otto vittorie del tecnico catalano e tre dello Special One. La classifica della Premier li vuole entrambi primi con lo stesso punteggio, la storia li ha visti prima insieme ai tempi del Barcellona e poi in giro per la Spagna e per l’Europa sempre manifestando una certa reciproca antipatia. Eppure quasi 20 anni fa tra loro c’erano solo abbracci e pacche sulle spalle: lo spagnolo giocava nel centrocampo del Barcellona e Mou era tra gli assistenti dell’allora tecnico blaugrana Bobby Robson. Poi Pep è stato chiamato a guidare la prima squadra e tutti hanno scoperto quanto fosse bravo, bello e carismatico. E a Mourinho, che quell’anno venne ingaggiato dall’Inter ma che si aspettava un posto sulla panchina del Barca, questo non andò giù.

Guardiola e Mourinho ai tempi del Barca

Guardiola e Mourinho ai tempi del Barca

“Ho molto rispetto per Mourinho, la nostra è una rivalità mediatica” ha detto Guardiola nella conferenza stampa di presentazione del derby di Manchester. Ha voluto mantenere i toni bassi (così come Mou). Ma di battute nei suoi confronti ne ha dovute sentire. Come quando, dopo l’eliminazione del Real targato Special One in semifinale di Champions contro il Barcellona, il portoghese se ne uscì in questo modo: “Guardiola è un allenatore fantastico: io, però, ho vinto due Champions con Porto e Inter, lui una di cui io mi sarei vergognato e ne può conquistare un’altra di cui mi vergognerei”. Nel 2014 altra frecciata, senza un apparente motivo: “Se ami quello che fai, non perdi i capelli. Guardate Guardiola: sta diventando calvo. Significa che non gli piace il calcio”.

Ma è l’immagine della storica notte del Camp Nou, quella in cui l’Inter vinse la Champions nel 2010, ad essere rimasta negli occhi di tutti. Dopo l’espulsione di Thiago Motta per la sceneggiata di Busquets, Mourinho avvicina Guardiola mentre quest’ultimo è impegnato a dare suggerimenti a Zlatan Ibrahimovic. Per molti, il portoghese ha detto: “En condiciones normales vamos a ser campeones“, cioè “In condizioni normali saremmo noi i campioni”.

Tuttavia qualche anno dopo lui stesso ha rivelato il contenuto di quella singolare ”conversazione”: “Dopo l’espulsione di Thiago Motta, il Barcellona esultò come se avesse segnato: pensavano che fosse fatta. Allora mi sono avvicinato a Pep mentre parlava con Ibra e gli ho detto: tu credi che sia fatta ma è tutt’altro che fatta”. Vogliamo credergli?

Guardiola, Mourinho e Ibrahimovic durante Barcellona-Milan

Guardiola, Mourinho e Ibrahimovic durante Barcellona-Milan

“Da colleghi ci sono stati episodi ai tempi Real Madrid e Barcellona, ma tre settimane fa ci siamo incontrati al meeting degli allenatori e abbiamo parlato tranquillamente insieme con Ronald Koeman e Tony Pulis – ha dichiarato Guardiola durante la conferenza stampa pre derby -. La rivalità con Mou è soprattutto mediatica. Io lo rispetto, come rispetto tutti i miei colleghi. Non giochiamo io e lui, in campo vanno i giocatori. Un bicchiere di vino dopo la partita? Se Mou me lo offrirà lo berrò volentieri”. Chissà se veramente alla fine brinderanno. Staremo a vedere.