Redazione

Un infortunio…provvidenziale. Lo stop di Musacchio, un risentimento muscolare che lo mette a forte rischio per il derby, è l’ “ideale” per Montella che può liberarsi, giocoforza, di ogni dubbio. Niente difesa a tre, addio 3-5-2 e spazio al modulo preferito. Un 4-3-3 con i calciatori che ama di più: scelte quasi “obbligate” con Suso, Bonaventura e nessun ballottaggio. Una situazione quasi ideale per il tecnico, che sembrava quanto mai in difficoltà con le scelte.

Difesa a 3 con Zapata? No

Montella ci penserà 1000 volte prima di riproporre Zapata al centro della difesa con Bonucci e Romagnoli. Il colombiano ha ottime doti fisiche, grandi velocità e buon senso dell’anticipo ma si distrae troppo facilmente. I suoi eccessi di confidenza potrebbero essere fatali. Fra l’altro, contro un’Inter che si schiererà ad un’unica punta, meglio non spendere troppi centrali. Il ritorno della difesa a quattro, fra l’altro, dissipa un altro dubbio. Montella, indeciso fra Abate e Borini, si ritrova con il problema risolto. Gli serve un esterno basso di ruolo. Abate giocherà molto più bloccato per non lasciare troppa libertà ed iniziativa a Perisic. Il Milan spingerà, con ogni probabilità sulla sinistra poggiandosi sulla forza di Rodriguez. Polmoni da esterno, piedi da centrocampista; dunque, molto più abile anche in fase di appoggio e sostegno alla manovra.

Sì anche alla coppia J&J

Il ritorno alla linea a quattro rivoluziona anche il centrocampo e l’attacco. Calhanoglu, appiedato dal giudice sportivo, non sarà del match. Kalinic è ancora in forse. Il Milan, a questo punto si scrive da solo. 4-3-3 con Biglia, Kessie e Bonaventura a centrocampo. Resta da chiarire la posizione di Suso, se da trequartista dietro la coppia SilvaCutrone o come esterno. In quel caso Montella chiederà un sacrificio al giovanissimo attaccante, che potrebbe partire un po’ più largo onde permettere a Silva di svariare lungo l’area di rigore.