Redazione

E alla fine la campagna mediatica lanciata dai tifosi dei Diavoli Rossi per il ritorno in Nazionale di Radja Nainggolan ha prodotto il risultato sperato. Il belga è stato convocato dal CT Roberto Martinez per le due amichevoli del Belgio contro Messico e Giappone, che si giocheranno in concomitanza con gli spareggi per l’accesso a Russia 2018. Una convocazione che però non sembra porre fine alla “guerra fredda” tra il selezionatore e il centrocampista giallorosso. Che di certo sarà felice del ritorno in lista, ma che comunque si trova davanti una situazione perlomeno particolare.

Nainggolan, nel Belgio, è un numero 10

Intanto, almeno a sentire Martinez, Nainggolan è un numero dieci. Il che, nell’ottica del CT, significa che il romanista nel Belgio si gioca una maglia da trequartista centrale con Hazard e con Mertens. La presa di posizione dello spagnolo lascia perlomeno perplessi, dato che è vero che il numero 4 della Roma è in grado di giocare praticamente ovunque, ma sembra fatta apposta per escludere il Ninja dalle rotazioni senza creare ulteriori polemiche, dato il valore dei due concorrenti nel ruolo. Sarebbe infatti ben più complicato giustificare l’assenza di Nainggolan dal centrocampo dell’undici titolare, soprattutto vista l’assenza di Fellaini e la forma non eccelsa di Witsel. Ma se Radja, a dire del CT, è un trequartista, si può soprassedere.

Contentino dovuto al clamore mediatico?

La domanda sorge quindi abbastanza spontanea: perchè convocare Nainggolan, proprio dopo le dichiarazioni sul suo ruolo in squadra e senza la contemporanea esclusione di Hazard o di Mertens? Si tratta di un contentino al calciatore e ai tifosi, che si sono opposti in maniera molto evidente all’embargo di Martinez nei confronti del romanista? Difficile da valutare. Messico e Giappone non sono certo gli avversari più probanti per verificare un possibile inserimento del Ninja sulla trequarti e non è neanche detto che il giallorosso metta piede in campo. Quella dello spagnolo sembra una mossa tattica, più da public relations che da selezionatore: accontentare il pubblico, richiamando l’idolo delle folle, ma motivando il suo mancato impiego. Anche, forse, per evitare di fare la fine di Muslin, il CT della Serbia che ha conquistato il Mondiale, ma che si è dimesso per le pressioni ricevute per il rifiuto di convocare il laziale Milinkovic-Savic.

Il Ninja rischia il Mondiale?

Nainggolan rischia quindi di non andare al Mondiale? L’idea che uno dei centrocampisti più apprezzati d’Europa possa saltare la rassegna iridata dovrebbe essere risibile, se non fosse per i pessimi rapporti tra il calciatore e Martinez. A cui di certo non piace lo stile di vita non esemplare del centrocampista della Roma, bacchettato più volte per le sigarette fumate e per qualche drink. Ma piuttosto che ammetterlo chiaramente, lo spagnolo ha sempre motivato le esclusioni del Ninja, fuori dal giro della nazionale da giugno, con pretesti tecnici e tattici. Ora è arrivata la chiamata. Potrebbe essere l’occasione che Nainggolan attende per dimostrare al CT tutto il suo valore. O la goccia che fa traboccare il vaso della pazienza del romanista. E Nainggolan, sentendosi preso in giro, potrebbe addirittura scegliere di risolvere lui stesso il problema a Martinez.