Luigi Pellicone

La vittoria di Bergamo lascia la Roma scoperta a destra. L’infortunio di Bruno Peres è quanto di peggio poteva capitare. L’unico arruolabile, nonché di ruolo, è Nura. Venti anni e tante belle promesse. Da mantenere contro l’Inter di Spalletti? Beh, ci vuole coraggio. Meglio pensare alle alternative: difesa a tre (difficilmente attuabile con Di Francesco) oppure allargare Manolas a destra (ma il greco fatica da morire spostato lì). E allora si fa largo la terza via: Nainggolan. L’uomo più amato da Spalletti, il pupillo dell’attuale tecnico dell’Inter. Oggi miglior alleato di Eusebio Di Francesco. Per doti fisiche, spirito di sacrificio e senso di appartenenza alla maglia, è lui che può fermare Ivan il Terribile.

Manolas esterno basso? Troppi rischi per lui e al centro…

La Roma affronta l’Inter di Spalletti e da quella parte gioca Perisic. Non uno qualsiasi. Un esterno che ha gamba, dribbling e velocità. I suoi strappi possono essere devastanti. Manolas è un magnifico centrale, ma ha già dimostrato, negli ultimi minuti di Bergamo, che non riesce proprio a giocare sulla fascia. Anche negli ultimi minuti a Bergamo, Di Francesco si è sgolato per invitarlo ad allargarsi. Niente da fare. Il greco non ha nelle corde questi movimenti. E rischiarlo contro Perisic significa esporlo, nonché rischiare l’osso del collo in mezzo alla difesa, dove giocherebbero Fazio e Juan Jesus coppia poderosa fisicamente ma un po’ lenta. No. Meglio trovare un’altra soluzione.

La difesa a tre? Soluzione poco attuabile

Opzione difesa a tre. Si può fare? Si può fare, ma tornerebbe l’annoso problema della fascia destra. Chi può coprire tutta la zona del campo? El Shaarawy, ma le controindicazioni sono parecchie: il piccolo faraone è reduce da una lunga convalescenza. Ha giocato, e anche bene, a Bergamo ma non ha tutti i 90′ nelle gambe. E soprattutto non a cento all’ora, perché quella è la velocità di crociera per contrastare Perisic. Fra l’altro, l’inserimento del Faraone implica la difesa a 3: quindi si dovrebbero rivedere e studiare movimenti difensivi diversi da quelli testati sinora. Un rischio inutile per una squadra che ha mostrato grande compattezza difensiva giocando a quattro.

Nainggolan, una scelta rischiosa, ma sensata

Ecco dunque, che prende quota l’ipotesi Ninja. Nainggolan esterno basso a destra. Con Pellegrini in mezzo al campo. Una scelta d’emergenza, sia chiaro, ma sensata: Il belga è, di base, un tuttocampista e ha nelle sue corde anche la fase difensiva. In più ha l’esplosività necessaria e la struttura fisica adeguata per limitare la velocità e il passo del croato. Paradossalmente, sarebbe Perisic a doversi preoccupare di lui. Del resto, la miglior difesa è l’attacco. E chi, meglio di Nainggolan può limitare e costringere il croato a lunghe rincorse? Obiezione: non ha i tempi della difesa e rischia di farsi trovare fuori posizione. Accolta, in parte: Nainggolan ha uno strapotere fisico che gli permette di recuperare con pochi passi diversi metri e, fra le specialità della casa, ha il recupero del pallone in scivolata al contrario sulla linea di passaggio ed è quasi insuperabile nel corpo a corpo. Il movimento a “Mossa del Cavallo”, la L che può rendere molto più mansueto Ivan il Terribile.