Redazione

Tu chiamale se vuoi, riedizioni. Il Nantes di Claudio Ranieri, partito senza alcuna pretesa, è in zona Champions League: quattro vittorie consecutive, sesto risultato utile, un saldo clamoroso. Terzo posto in classifica dietro Psg e Monaco.

Possibile un altro miracolo Leicester?

Sognare è lecito. Qualcosa di bello e impossibile, del resto, Ranieri lo ha già fatto. Difficile, questa volta, vi siano i presupposti per un altro clamoroso scudetto. In Francia si gioca un tipo di calcio diverso. Lontano anni luce dalla Premier. La conformazione del campionato impedisce un arrivo in volata e non premia mai il terzo incomodo. Le distanze tecniche sono troppo ampie, e, un po’ sulla falsariga di quanto accade in Italia, vi sono due squadre in fuga “ciclistica” e altre che si spartiscono gli allunghi dal gruppo degli inseguitori. Difficile, quasi impossibile, che le grandi inciampino. In ogni caso, vi sono i margini per una grande impresa. Centrare la Champions sarebbe di certo un evento per il Nantes, che a dispetto di una buona tradizione è rimasto spesso lontano dalla noblesse della Ligue 1.

Come gioca il Nantes? Calcio sostanzioso.

Come si può essere al terzo posto con sei gol fatti e cinque subiti? Facile, se la tua squadra è allenata da Claudio Ranieri. Cattedratico delle vittorie di misura. Possibilmente senza subire gol. Ranieri ha perso le prime due partite, poi ha inanellato il filotto che lo ha proiettato in zona Europa che conta con il solito metodo. Solidità, sostanza, capacità di cogliere l’attimo della partita. Il Nantes segna poco e subisce ancora meno. All’Italiennè maniera. Grande equilibrio, 4-4-2 collaudato, un gioco non certo spettacolare, ma efficace. Come spesso accade, la base è la solidità fra i reparti. E la difesa diviene l’arma vincente. Anche se un po’ stride con l’idea di calcio locale: del resto, la Francia è il paese dello Champagne. Ranieri lo ha sostituito con un vino d’annata dal sapore più robusto e intenso. E comunque, gradevolissimo.