Redazione

Non si possono sottovalutare gli impegni, ogni partita va affrontata con lo stesso spirito e che non si può sbagliare nulla. Questa la lezione che, secondo Allan, il Napoli deve trarre dall’impegno di Champions contro lo Shakhtar. Ma c’è, tra le righe, un altro insegnamento, che è indirizzato soltanto a una persona. Sarri deve arrendersi all’evidenza. Senza Allan, non è Napoli. Chiaro, il calciatore non si pone in contrasto con il suo allenatore, ma è evidente che l’idea di fare turnover in Ucraina non sia stata tecnicamente digerita dalla squadra. Nessun ammutinamento, ma il gioco ne ha risentito.

La macchina funziona se gli ingranaggi sono quelli giusti

Da Benitez a Sarri, l’andazzo non cambia, il Napoli è dei titolarissimi. E quando i titolarissimi non ci sono, non sempre le cose girano per il verso giusto. I meccanismi sono così perfettamente oliati e collaudati che basta una minima imperfezione a rallentare i giri. Se poi a venire a mancare il motore, la dinamo, è ovvio che la macchina funzioni maluccio, tossisca, o addirittura pianti il tecnico in asso. L’assenza di Allan contro lo Shakhtar è stata evidente. E a sentirla è stato il Napoli intero, non solo la mediana. Hamsik, già in un momento di appannamento, senza il suo compagno di reparto, soffre più del dovuto. Diawara e Zielinski sono ottimi prospetti, ma non sono ancora giocatori fatti e finiti. Allan lo è.

Allan, talismano di Coppa

E un conto è quando, con tutto il rispetto, il Napoli affronta squadre della nostra Serie A. In quel caso l‘assenza è stata più volte metabolizzata, anche con buoni risultati. Ma quando il livello sale, come accade sempre in Europa, anche contro squadre meno blasonate, la differenza si sente. Lo score in Champions del Napoli parla chiaro: nelle ultime partite degli azzurri in formato continentale, la vittoria è arrivata solo quando il brasiliano ha giocato dall’inizio. Nella scorsa edizione di Champions League, trentacinque minuti in tre partite contro Besiktas, Dinamo Kiev e Real Madrid hanno portato un pareggio e due sconfitte. Un dato forse casuale, ma che fa riflettere.

Sarri deve metabolizzare la lezione

E Sarri rifletterà? L’allenatore ha sempre difeso le sue scelte, non mancando all’appello neanche dopo la sconfitta in Ucraina. Certo, rinunciare a Mertens e ad Allan in un match di Champions può avere due significati diversi e dalle sfumature interessanti. Può voler dire che la fiducia nelle seconde linee è assoluta e che, tranne in difesa, non esistono quindi più i titolarissimi. E questo non può che essere un bene per una squadra che dovrà lottare su tre fronti. L’altra indicazione è che i migliori giocano in campionato e non in Europa. Si è sottovalutato lo Shakhtar? O è una scelta consapevole quella di puntare allo Scudetto, anche a costo di sacrificare la Coppa? La partita contro il Feyenoord, già un mezzo spareggio, darà le risposte che tutta Napoli si aspetta.