Mattia Deidda

Il Napoli perde 2-1 contro l’Atletico Madrid e viene eliminato dall’Audi Cup. A poche ore dalla sconfitta, l’opinione comune dei tifosi è unanime: gli errori che commette la squadra sono sempre gli stessi. Premessa: bisogna prendere ogni indicazione che ha regalato la partita con le pinze.  Analizzare meticolosamente novanta minuti che hanno visto un totale di diciassette cambi, dieci dei quali del Napoli, rischia di portare fuori strada. Ci sono comunque state delle storie che la partita ha raccontato.

Due filosofie a confronto

Napoli contro Atletico Madrid. Sarri contro Simeone. Verrebbe anche da dire attacco contro difesa. Da una parte gli spagnoli, squadra tecnica che quando affronta avversari più bravi sotto l’aspetto del possesso palla si chiude. Non è una novità. Dall’altra parte i partenopei, guidati alla carica dal loro tecnico, che non ha rinunciato al suo credo di “dominio” neanche contro il Real Madrid, figurarsi in un’amichevole contro l’Atletico. Una partita a tratti dominata dal Napoli: palla sempre tra i piedi, recuperata in pochi secondi una volta persa, verticalizzazioni e catena di sinistra che già funziona alla grande, con Insigne che retrocede per regalare spazio di inserimento ad Hamsik e servire la corsa di Ghoulam. Il rigore non assegnato su Insigne e quello sbagliato da Milik nel primo tempo hanno mantenuto in gioco l’Atletico, che ha sfruttato le uniche due palle gol della serata.

Roma Napoli

Insigne e Sarri

Quando il gioco si fa duro, iniziano le difficoltà

Se questo sport si giocasse solamente con la filosofia di affrontare l’avversario a viso aperto, probabilmente il Napoli si troverebbe nelle prime posizioni al mondo. Purtroppo per loro, ci sono più modi di giocare a calcio. Quella con gli spagnoli non era niente più che un’amichevole travestita da semifinale. Non per i giocatori dell’Atletico, che hanno finito la partita in dieci. Gli uomini di Simeone non hanno mai tirato la gamba indietro, affondando i tacchetti spesso quando inneccesario. Contro questa filosofia, il Napoli soffre e soffrirà. Sono cadute squadre ben più blasonate come il Barcellona. Non c’è un antidoto a ciò che viene riconosciuto oggi come “cholismo”. L’unica soluzione è continuare a proporre la propria idea, aumentando sempre la qualità proposta in campo, senza cadere in disattenzioni difensive che un elevato possesso palla spesso porta a commettere.

Non è sempre colpa della sfortuna

L’Atletico Madrid non meritava il pareggio, figurarsi la vittoria. Eppure il tabellone ha detto 2-1 per i colchoneros. Gol nati dalla casualità. Qualcuno la chiama fortuna, altri cinismo: la verità è che sono disattenzioni. Il Napoli ha l’obbligo di essere protagonista nella stagione che sta per arrivare. E per essere tale, non può permettersi di prendere gol dovuti a errori e distrazioni. Che i tifosi partenopei tirino un sospiro di sollievo: il risultato è stato influenzato, come è giusto che sia il primo agosto, dai cambi. Sarri ha cambiato dieci uomini: non cercava il risultato, ma delle indicazioni. Le ha trovate, ed è giusto così.