Redazione

Gli assenti hanno sempre torto? Beh, mica sempre. Quando qualcuno non scende in campo, per esempio, è difficile dargli la colpa per una partita andata male. Certo, c’è sempre la possibilità di scadere nelle più classiche espressioni da senno di poi. Con lui in campo, la partita sarebbe stata diversa. Bene, benissimo, ma la prova nessuno ce l’avrà mai. Quindi non può certo essere colpa di Ciro Mertens e Aladino Allan se il Napoli di Coppa non è riuscito a strappare nemmeno un pareggio in Ucraina. Difficile invece negare che sia in gran parte merito di questa strana coppia se gli azzurri hanno asfaltato i corregionali del Benevento con una facilità inaudita.

Allan apre i giochi…

Abbandonato lo strano turnover europeo, Sarri schiera, neanche a dirlo, i titolarissimi. Il centrocampo è quello classico, con Allan e Jorginho a spartirsi la mediana e Hamsik ad agire qualche metro più avanti. Ah, piccola nota statistica, stavolta Marekiaro ha terminato la partita, niente sostituzione intorno al minuto sessanta. Il Napoli diverte e si diverte, quattro reti nel primo tempo, due nel secondo. Nel tabellino spicca ovviamente la tripletta di Mertens, ma la chiave, anzi, l’apriscatole del match è stato Allan. Abbiamo notato più volte come questo Napoli, una volta andato in vantaggio, diventi una macchina quasi perfetta, capace di giocare un calcio magnifico. Normale quindi che ritrovarsi avanti dopo due minuti abbia particolarmente indirizzato la partita.

…Mertens li chiude

La difesa del Benevento sembra fatta apposta per il calcio in verticale del Napoli, le cui triangolazioni sono state una vera e propria spina nel fianco dei giallorossi per tutti i novanta minuti. E i due calciatori che più hanno la capacità di ribaltare l’azione in profondità hanno, prevedibilmente, fatto la differenza. Allan e Mertens sono maestri nell’inserimento senza palla, elemento fondamentale del gioco di Sarri. Che infatti si è reso conto contro lo Shakhtar che lasciar fuori entrambi, soprattutto in un match importante, non è stata poi una grande idea. Una piccola rivincita per i due, che ci hanno ribadito a sottolineare la propria indispensabilità alla causa a modo loro. Bene il turnover, ma con criterio, questo è stato il messaggio lanciato a Sarri.

Turnover in coppa, titolarissimi in campionato?

Che a questo punto pare puntare dritto allo Scudetto, quella parola una volta innominabile, ma che ora è sulle bocche di sempre più tifosi napoletani. L’Europa è bella e dà prestigio, ma è evidente che, per quanto il gioco del Napoli sia tra i migliori del continente, la squadra di De Laurentiis non può ancora sperare di lottare alla pari contro corazzate come Real Madrid, Barcellona o Paris Saint-Germain. Meglio concentrarsi sul campionato, quindi, schierando sempre, anche in match non esattamente di cartello, la formazione migliore. E pazienza se dovesse addirittura saltare il passaggio del turno, ci sarebbe un’Europa League alla portata degli azzurri, anche se in campo dovessero andare alcune delle riserve. Poi, se le cose dovessero farsi serie, Sarri saprebbe comunque come risolvere i problemi. Basterà schierare Allan e Mertens. Che quando sono assenti non possono avere torto. Ma che quando sono in campo, hanno quasi sempre ragione.