Riccardo Stefani

L’Odissea di cui è protagonista Callejon preoccupa non poco tifosi e tecnico. Un giocatore che ha già all’attivo sette reti in stagione non può decisamente spegnersi così. Anche se ha giocato 1999 minuti, dietro solo a Mertens (che con 2001 ha un’Odissea tutta sua) e a Reina, che svetta in classifica a 2070. Finora l’esterno del Napoli si è sempre distinto per determinate caratteristiche, che l’avevano reso indispensabile per la manovra di Maurizio Sarri: l’abilità d’inserimento e quella di giocare a tutta fascia aiutando non poco l’albanese Hysaj schierato stabilmente alle sue spalle. Ma ora, causa un po’ di comprensibile appannamento fisico, la stella si è offuscata e l’ala spagnola non va ormai a segno dalle 16:30 del 29 ottobre. Un’eternità.

Callejon, ULISSE O DON CHISCIOTTE?

Certo, le origini del classe ’87, più che ad un Odisseo in balia dei venti e delle correnti, lasciano pensare al connazionale cavaliere errante. In effetti quella di Callejón sembra un’epica cavalleresca che pare andare a descrivere il tramonto dell’era delle grandi imprese dell’ala spagnola. Esterni e difensori avversari sono i suoi mulini a vento che, pur non brillando per particolari meriti, di recente se lo vedono cozzar loro addosso troppo spesso. Il suo stanco e comprensivo scudiero, il Sancho Panza della situazione, è proprio Hysaj (o Maggio, dipende dalle scelte di Sarri) che a furia di tentare sovrapposizioni senza essere assecondato dal nostro eroe finisce per essere lui ad assecondarlo e a correre ai ripari chiudendo sulle incursioni avversarie.

… E INTANTO SARRI SEMBRA PENELOPE

E Sarri nel frattempo tesse e sfila ripetutamente le trame offensive dei suoi ragazzi, aspettando che, in questo caso, il suo Ulisse ritorni ad Itaca. Cioè al gol, o quantomeno a fornire qualche giocata degna di nota e qualche assist. Proprio come Penelope, il coach resiste alle avances dei componenti della panchina, affamatissimi di turnover. Molto dipenderà da José, che però sembra non riuscire a uscire da questa situazione, che evidentemente gli ha intorpidito qualche riflesso. E a questo punto, chissà che Giuntoli, in caso l’assente presenza del nostro eroe perduri, non cominci a cercare un suo degno sostituto. Forse nel frattempo, conoscendo Sarri, il tecnico svestirà i panni di Penelope e deciderà di smettere di aspettare. Concedendo una chance a Rog, stanco della sua attuale media d’impiego, che si aggira sulla decina di minuti a partita.