Redazione

Monte San Savino, parola di Wikipedia, è un piccolo comune di circa 8000 abitanti della provincia di Arezzo. Tra il 2000 ed il 2003 è anche stata la seconda casa di Maurizio Sarri, che ha allenato la squadra locale, la Sansovino. Peraltro con ottimi risultati, ben due promozioni, dall’Eccellenza alla Serie D e dalla D all’allora Serie C2. Si può dunque sostenere a ragione che Monte San Savino sia stato il trampolino di lancio di Sarri, il luogo in cui è nata la leggenda di Mister 33 schemi, che si è poi sviluppata nell’arco di due decenni fino a portarlo sulla panchina del Napoli. Vero, ma c’è di più. Monte San Savino rappresenta qualcosa di veramente importante per il tecnico azzurro. È l’unico luogo in cui Sarri abbia vinto qualcosa.

Un solo campionato vinto nelle serie inferiori

Per la precisione il campionato di Eccellenza nel 2000/01, 18 vittorie, 4 pareggi e 8 sconfitte in trenta partite che sono valse alla squadra di Monte San Savino la promozione in Serie D, e la Coppa Italia di categoria nel 2002/03, anno anche della seconda promozione, quella in C2. Da quel momento in poi molti piazzamenti e un paio di promozioni (Sangiovannese dalla C2 alla C1 ed Empoli dalla B alla A), ma mai la gioia di terminare in vetta alla classifica. Ci è andato vicino più di qualche volta, come con il suo primo Napoli, ma la bacheca resta desolatamente semivuota.

Molti riconoscimenti individuali

Semivuota perchè qualcosa dentro c’è, ma vinta da lui, da Maurizio Sarri, non dalle sue squadre. Negli ultimi anni il tecnico ha fatto incetta di riconoscimenti individuali, partendo dal Timone d’Oro (assegnato dall’Assoallenatori e vinto due volte), continuando con la Panchina d’Argento come miglior allenatore di B alla guida dell’Empoli e completando la trafila con quella d’Oro grazie al suo splendido Napoli. Tanti complimenti, tanti premi, ma i campionati li vincono gli altri.

Il Napoli e Sarri possono aiutarsi a vicenda a vincere

Statistica destinata a cambiare? Chissà. Questo è quello che sperano i tifosi del Napoli, che sono ormai usciti allo scoperto, dopo anni di scaramantico basso profilo. Lo Scudetto è l’obiettivo degli azzurri, si può dire apertamente. Sarri è in grado di vincere e non di andarci solamente vicino, tra ovazioni e pacche sulle spalle per il bel lavoro fatto? La qualità della sua squadra gli lascia pochi alibi, ma è anche la sua arma migliore verso la gloria. Ed è per questo che il primo posto va accarezzato, ma non dato per scontato. E soprattuto i partenopei dovranno imparare a gestire l’aria di testa, a cui non sono molto abituati. In questo dovrà aiutarli il loro allenatore. Perchè Monte San Savino insegna: non succede, ma se succede…