Mattia Deidda

Il pareggio interno contro l’Inter non ha diminuito l’entusiasmo della piazza. Il Napoli continua a far sognare i propri tifosi, che mai come quest’anno puntano allo Scudetto. La prima parte della stagione, però, non ha lasciato solamente messaggi incoraggianti. L’infortunio di Milik è un episodio che costringe i partenopei ad intervenire sul mercato invernale. La rosa non è corta, ma il reparto offensivo può contare su troppi pochi giocatori per poter affrontare tre competizioni. Analizzando bene la situazione, i calciatori offensivi su cui Sarri conta al 100% sono solamente tre, i titolari: Insigne, Mertens e Callejon. La partita contro l’Inter ne è stata la prova definitiva: nonostante non al meglio della condizione, Sarri ha preferito far giocare Insigne piuttosto che Ounas.

Napoli e mercato invernale, un rapporto difficile

Agire durante la pausa invernale non è mai facile. Nessuna squadra lascia andare via i giocatori più bravi a metà stagione, e quelli che non rientrano più nel progetto vengono comunque venduti a peso d’oro. In aggiunta, qualsiasi calciatore portato all’interno di una nuova squadra ha bisogno di tempo per ambientarsi al nuovo sistema di gioco. Con il Napoli, che può vantare una squadra che gioca letteralmente a memoria, il discorso si amplifica. Difficilmente Sarri schiererebbe in campo un giocatore che non ha ancora assimilato i suoi meccanismi. Come se non bastasse, gli ultimi anni di acquisti invernali sono stati completamente sbagliati, o inutili perché troppo giovani. Nell’ultima stagione sono arrivati Pavoletti, Leandrinho e Zerbin. Nel gennaio del 2015 Strinic e Gabbiadini. Bisogna tornare nell’inverno del 2014 per trovare due nomi che attualmente fanno parte della rosa: Jorginho e Ghoulam.

De Laurentiis, la paura di ripetere la storia

L’attenzione si sposta ovviamente sugli acquisti di Pavoletti e Gabbiadini, pagati rispettivamente 18 e 12,5 milioni. Giocatori di qualità, specialmente il secondo, che però non hanno trovato a Napoli il loro ambiente ideale. Incomprensibile l’acquisto dell’ex Genoa. La sua avventura con i partenopei dura sei mesi. Sarri lo schiera in campo per un totale di dieci volte (di cui quattro in coppa Italia). La storia di Gabbiadini è leggermente diversa, acquistato nell’era Benitez, non ha trovato nel tecnico toscano l’allenatore giusto.

La paura di De Laurentiis è giustificata. La possibilità di strapagare un calciatore che non rientrerà nei piani del club è alta. Rimane però l’altra faccia della medaglia. Con un ambiente entusiasta dell’inizio di campionato, lasciare il reparto offensivo immutato rischia di creare un uragano di polemiche al primo passo falso alla ripresa del campionato. Anche considerando che, se non dovesse accedere agli ottavi di Champions League, il Napoli si ritroverebbe ad affrontare anche i sedicesimi di Europa League.