Redazione

Quattro anni, dai tempi della perla su punizione contro il Borussia Dortmund del settembre 2013. Tanto ha dovuto attendere Lorenzo Insigne per festeggiare di nuovo con il suo pubblico una rete in Champions League. Una rete velocissima, come da specialità della casa, la più veloce della storia del Napoli nella massima competizione europea. Quella precedente? Ovviamente quella al Real dello scorso anno, che aveva ammutolito il Santiago Bernabeu e fatto sognare una città intera. Quella volta fu quasi da centrocampo, in questa la linea centrale ha segnato l’inizio della progressione conclusa con un diagonale dei suoi. Tiro, portiere battuto, rete. La numero 400 di un italiano in Champions League, tanto per non farsi mancare altri appuntamenti con la storia.

Rete festeggiata…con la maglia sbagliata!

E dopo la rete, i doverosi festeggiamenti, con il pensiero a un compagno che sta passando l’ennesimo momento di difficoltà. Peccato che quello infortunato sia Milik e non Zielinski, del quale Insigne mostra orgoglioso la maglietta prima che i compagni gli spieghino che c’è stato un leggero qui pro quo. Ma il San Paolo è comunque in festa e il risultato finale, un 3-1 reso giusto un po’ più amaro dalla rete subita a un attimo dal fischio finale, rende giustizia a un bel Napoli e al solito piccolo grande Insigne. Che a farsi fare ombra da Ciro Mertens proprio non ci sta e che spesso decide di brillare sul palcoscenico più importante. Nonostante ciò (o forse proprio spinto dalla concorrenza), il belga ha segnato lo stesso, così come Callejon.

Insigne, giocate belle e utili

Il tridente dei titolarissimi colpisce ancora e fa rispettare la legge non scritta del San Paolo, che più o meno recita così: chiunque abbia messo piede a Napoli nelle ultime otto sfide ufficiali ne è uscito con le ossa rotte (otto vittorie su otto per la squadra di Sarri) e con una media di tre reti e mezzo sul groppone. Il Feyenoord rispetta in pieno la statistica, presentandosi sotto il Vesuvio con una difesa un po’ troppo allegra, che per Insigne e compagni somigliava più a un parco giochi piuttosto che a un vero e proprio ostacolo. Al punto che, una volta portato il Napoli in vantaggio, Lorenzo il Magnifico ha potuto cominciare il suo personalissimo show, addirittura mancando di pochissimo una rete che avrebbe ricordato quella di Del Piero alla Fiorentina. Sarà per un’altra volta, magari sempre in Champions League.

L’eterno incompiuto è diventato campione

E pare proprio che l’eterno incompiuto sia diventato finalmente calciatore, dopo anni in cui il talento era rimasto in ombra e altri in cui alle giocate si accompagnava sempre il terrore di rivedere il vecchio Lorenzo. Che ormai è sparito da un bel pezzo e ha lasciato spazio a un giocatore fondamentale sia per il Napoli che per la nazionale, nonostante in maglia Azzurra (con la A maiuscola) non riesca spesso a rendere come quando gioca con la squadra del suo cuore. Il cuore che lo ha fatto restare a Napoli nonostante la corte di club importanti. Di lui si sono invaghiti lo United, il Barcellona e soprattutto il Real, con il pubblico dei Blancos che è rimasto incantato dalle movenze del numero 24. Ma che dovrà rassegnarsi ad ammirarlo solo negli incroci di Champions. Insigne è fedele, come ‘o surdato ‘nnammurato. Il Napoli è stato il primo amore. E per lui sarà anche l’ultimo.