Mattia Deidda

Altri sette giorni a disposizone di Sarri per risolvere il rebus della fascia sinistra. La questione è semplice, e gira tutta intorno ad Hysaj. L’albanese è una garanzia nel ruolo di terzino destro: preciso, puntale, sempre al posto giusto nel momento giusto, ed insieme a Callejon rende la fascia destra del Napoli la zona di campo attualmente più affidabile della squadra. Con l’infortunio di Ghoulam, Hysaj è stato già spostato sulla sinistra, con Maggio pronto a prendere il suo posto. Un’idea, però, che rischia di rivelarsi una lama a doppio taglio: per non perdere l’ingranaggio sulla fascia sinistra, si rischia di perdere quello sulla destra.

Meglio una fascia sana che due a mezzo servizio

Hysaj può giocare anche nel ruolo del terzino sinistro. Lo ha fatto, e non ha demeritato. Ovviamente, cambiando lato del campo, non si trova a proprio agio tanto quanto nella fascia opposta e lo ha anche dichiarato. Cambiano i punti di riferimento, le distanze con i compagni, i compiti durante la partita: tutti meccanismi oramai assimilati e riprodotti in automatico. Difficile che Sarri decida di continuare a portare l’albanese sulla sinistra: alla fine dei conti, il gioco non vale la candela. Anche se più in forma e più dentro gli schemi di Mario Rui, Hysaj non potrà comunque mai replicare il lavoro di Ghoulam, e Maggio (trentacinque anni), dall’altra parte, non potrà mai regalare la continuità di rendimento di un ventitreenne.

Hysaj resta a destra, fiducia ad oltranza a Mario Rui

È la soluzione più logica. Contro il Manchester City, dopo l’infortunio di Ghoulam, Sarri ha spostato Hysaj e fatto entrare Maggio. Una scelta giusta, dettata dalle circostanze, dato che Mario Rui non era neanche in panchina, Ma far esordire il portoghese in una partita di quella intensità, dopo aver giocato (si fa per dire) solo tre minuti in campionato in un match che non aveva più nulla da dire, sarebbe stato comunque un suicidio tattico. Contro il ChievoVerona, il tecnico ha dimostrato di voler confermare le attese: Mario Rui sarà il titolare fino alla fine del campionato, a meno che, ipotesi remota, nel mercato invernale il Napoli riesca a trovare qualcuno da poter inserire immediatamente in campo.

D’altronde non era difficile pronosticare una situazione simile. Che Sarri sia un’innovatore, o quanto meno più moderno rispetto la media, si vede ogni domenica in campo, ma la mentalità di gestione della rosa rimane quella di sempre. Squadra che vince non si cambia, e se si è obbligati a cambiarla, la regola è stravolgere gli equilibri il meno possibile. Far giocare Mario Rui, perciò, è la via più breve per spostare meno pedine.