Luigi Pellicone

Questione di chilogrammi, muscoli e centimetri. Napoli-Inter si gioca anche fra…bilancia, palestra e sartoria. Spalletti e Sarri, infatti, hanno cucito un gioco adeguato alle caratteristiche dei loro calciatori. E attenzione perché proprio il Napoli è la perfetta antagonista dell’Inter. E viceversa. Due squadre plasmate per infastidirsi.

In mediana stat virtus

L’Inter non ruba l’occhio sul piano tecnico, ma esprime enorme fisicità. É una delle squadre più grandi e grosse della serie A. E si fa sentire. Specialmente sui calci piazzati e in mezzo al campo. Non a caso, in molti rivedono la squadra di Mancini in quella di Spalletti. Beh, qualche similitudine esiste. La statura media dell’Inter è di 183,7 centimetri. Ovviamente Handanovic, con il suo metro e 93, contribuisce ad alzare la media. Miranda è alto quanto il portiere sloveno, Skriniar e Gagliardini si fermano a due centimetri sotto l’1,90. Vecino è “appena” 1,87. Chili e muscoli utilissimi nel derby: l’Inter ha vinto il 56% dei duelli fisici. In particolare la cerniera di centrocampo ha travolto Kessie e Biglia, che hanno vinto appena il 23% dei contrasti.

Schiacciare e schiacciati, per non essere aggirati

Partendo da questi numeri è sin troppo facile capire perché l’Inter sia l’avversaria più scomoda possibile per gli azzurri. Il Napoli ha nella fisicità il proprio punto debole. Ha spesso sofferto avversari “pesanti”, che hanno impedito lo sviluppo della manovra spostando l’inerzia del match sul piano agonistico più che su quello tecnico. Ciò che, con ogni probabilità, farà l’Inter. Non che vi siano molte altre scelte: i nerazzurri non hanno nè il palleggio, né l’agilità, nè la facilità di costruzione del gioco degli inquilini del San Paolo. Lecito quindi attendersi un’Inter più di attesa che di proposta. E più di lotta che di governo. Una squadra piuttosto densa in campo, attenta a non concedere profondità e molto aggressiva nei contrasti. Del resto, sovrastare il Napoli è l’unico modo per non farsi prendere d’infilata dalle trame azzurre. Il gioco nello stretto, gli scambi a due tocchi, i tagli alle spalle, sono alla base del gioco di Sarri, ideale per mettere in difficoltà una squadra pesante come quella nerazzurra.