Riccardo Stefani

È stato dirimpettaio di Zuniga, difensore, assistman, è stato goleador e match winner di diversi incontri. È stato tutto questo Christian Maggio e per lui è arrivato il momento di dimostrare di poterlo ancora essere. Può essere tutto ciò per Sarri come lo è stato per Reja, Mazzarri e Benitez, o meglio, per Napoli. A cui serve come il pane un esterno a tutta fascia (anche se rende al meglio sorretto da una difesa a tre), un tornante che ama inserirsi e trovare il goal. Piedi buoni e sacrificio non sono un binomio di facile accostamento in genere. E non è facile neanche trovare un giocatore di tale spessore che non crei problemi, pur relegato in panchina. Ma come si fa a diventare Christian Maggio?

Il curriculum

Non si diventa Christian Maggio per caso. La gavetta è lunga e le squadre e gli allenatori da compiacere sono molti. Innanzitutto crescere nelle giovanili di una squadra di provincia come il Montecchio Maggiore (Vicenza) diventa essere un fattore importante per sviluppare una gran propensione al lavoro ed un’umiltà del genere. Nella stagione 2000/2001 il diciannovenne Christian passa al Vicenza, col quale debutta in serie A, incontrando per la prima volta Edi Reja. Le prestazioni del ragazzo non deludono affatto ma la prima divisione italiana dei primi anni duemila era ancora molto competitiva e non tutti gli allenatori se la sentivano di schierare i giovanotti. Una soddisfazione però se la toglie: retrocesso in B col Vicenza, subentra nella partita contro il Napoli dove, ironia della sorte, segna uno dei due gol del match.

Maggio fa poi due esperienze in prestito: prima alla Fiorentina nel 2003, poi al Treviso dove totalizza 11 presenze. Ma poi, all’improvviso, il terzino vede la luce…della Lanterna. Il 4 luglio del 2006 Maggio firma con la Sampdoria, dove esplode nel 3-5-2 di Mazzarri e a cui nel 2007 regalerà la qualificazione in Coppa UEFA con un goal al 92’ contro i bulgari del Varna al terzo turno di ritorno di Coppa Intertoto. La Samp di Mazzarri vola e Maggio, nel 2008, si guadagna la chiamata del Napoli tornato in serie. Il resto della sua storia al Napoli è noto: vince due volte la Coppa Italia (2011/12, 2013/14) e una Supercoppa (2014) ma poi perde il posto da titolare.

E torna…Maggio

Ma, seppur a novembre, a Napoli e già Maggio e i fiori piantati sulla fascia da Ghoulam verranno colti anche dall’ex Sampdoria. L’alternativa al franco-algerino inizialmente doveva essere il neo-acquisto Mario Rui, fortemente voluto da Sarri dopo il suo ottimo rendimento ad Empoli, ma dopo l’infortunio che ha tenuto il portoghese lontano dai prati da gioco né la Roma, né tantomeno il Napoli hanno rivisto il piccolo mancino tornare ai suoi standard. Mario ha ricalcato la scena nel pareggio contro il Chievo di Maran senza lasciare messaggi positivi.

Quindi potrebbe toccare a Christian Maggio prendere, almeno numericamente, il posto dell’ex Saint Étienne in campo, con il vicentino sulla sua fascia di competenza e lo spostamento di Hysaj sulla sinistra. La sua esperienza, la costanza e la professionalità dimostrate in allenamento danno al tecnico toscano delle buone ragioni per affidarsi a lui. E così l’ex Sampdoria tornerà in campo a lottare per il Napoli, quel Napoli che “era de Maggio” come recita l’arcinota e romantica poesia di Salvatore Di Giacomo del 1885.