Redazione

Nel momento in cui tutto (o quasi) gira alla perfezione, in attesa di un match di Champions League che dirà molto sulle prospettive europee di questo Napoli, Sarri e soprattutto Giuntoli si ritrovano con un problema niente male. Il vice-Mertens, piaccia o no, va inserito nella lista della spesa per gennaio. Il nome di Roberto Inglese, già azzurro ma lasciato un anno a Verona per maturare ulteriormente, non è l’unico sul taccuino. Ma si tratta di una lista che deve tener conto del turnover di Sarri. Nel senso che chiunque arrivi a Napoli, in qualsiasi ruolo, dovrà sapere che la lista di attesa è lunga.

Una squadra difficile da migliorare

Il che, in soldoni, è esattamente quello che cercava di spiegare De Laurentiis in sede di mercato estivo. Difficile trovare un modo di migliorare la squadra. Quello che il presidente sottintendeva è “negli undici titolari”. Ovviamente la profondità della rosa è un altro discorso, ma quando si ha in panchina Maurizio Sarri, che già solo a sentire la parola turnover spalanca le narici come un toro che vede rosso, bisogna adattarsi. Se acquisto deve essere, questo il messaggio, si deve trattare di un big talmente importante da potersi prendere subito il posto nella formazione base. Altrimenti, il rischio Pavoletti è sempre in agguato.

Chi arriva a Napoli deve attendere molto per giocare

Ecco perchè risulta difficile, al momento attuale, immaginare una fila di calciatori pronti a vestire la maglia del Napoli. Nonostante il primo posto, in barba agli splendidi risultati e al gioco prodotto in campo. Chi viene accostato al club partenopeo, parte dal presupposto che entrando a Castel Volturno non si metterebbe in competizione con una maglia da titolare, ma dovrebbe iniziare un apprendistato. Che in certi casi (vedi Maksimovic e persino Tonelli, che di Sarri era un fedelissimo) è lungo e parecchio snervante. E se in altri ruoli qualche spiraglio di ritagliarsi una parte c’è (ma non ditelo a Mario Rui, solo tre minuti per lui in questa stagione), se si parla di tridente il problema si fa ancora più grande.

In attacco pochissimo spazio per le alternative

Tridente in cui, paradossalmente, quello che ha giocato di meno è proprio Mertens, a cui a inizio stagione è stato preferito un paio di volte Milik. Poi il secondo grave infortunio del polacco ha creato un buco in rosa, ma ha paradossalmente e per la seconda stagione consecutiva tirato fuori Sarri dall’impaccio di dover scegliere. Lo scorso anno il belga si è appropriato del centro dell’attacco e lo ha fatto per tutte le partite restanti salvo due, in cui il nuovo (e costoso) acquisto Pavoletti ha tentato inutilmente di mettersi in luce. E ora il pattern non sembra per nulla differente, con Mertens ben sicuro del posto.

Chi potrebbe dunque accomodarsi alla corte di Sarri, sapendo benissimo che giocherebbe poco o nulla? Un giovane in rampa di lancio come Inglese? Difficile. Una stella in grado di spodestare Mertens? Ancora più improbabile. Resta dunque l’opzione del cannoniere di esperienza, disposto a mettersi la casacca della squadra riserve senza fare polemiche pur di vivere, anche da comprimario, questa esaltante stagione del Napoli. Qui la lista diventa più lunga, con nomi che quasi certamente non farebbero la gioia dei tifosi, che vedono avvicinarsi un’occasione forse irripetibile e vorrebbero che la società investisse con forza. Ma potrebbe non servire, anzi, essere addirittura controproducente. Meglio non toccare il meccanismo che funziona. Anche un granello di polvere può creare attriti indesiderati.