Matteo Muoio

Il mercato del Napoli stenta a decollare, tra la grana Reina e la difficoltà ad individuare profili in grado di rinforzare realmente la rosa di Sarri. Comunque, la volontà è quella di diminuire il gap con la Juve e Giuntoli farà il massimo. I partenopei, in estate, hanno (quasi) sempre operato bene e dal 2007, hanno del ritorno in A, ci hanno abituato a diversi colpi a sorpresa spesso rivelatisi azzeccati. Quello della società di De Laurentiis è stato un percorso di crescita graduale, che ha tenuto conto di campo e bilancio, un modello virtuoso capace di rilanciare gli azzurri ai vertici del calcio italiano ed europeo nel giro di poco tempo. Da Lavezzi ed Hamsik a Mertens e Higuaìn fino a Milik e Zielinski, passando per buoni gregari come Gargano, Inler o Quagliarella e il crack Cavani. Di mezzo, qualche flop come Dàtolo, Hoffer o Chàvez. Al timone del mercato si sono avvicendati Marino, Bigon e ora c’è Giuntoli, capace di confermarsi in una grande piazza dopo il miracolo Carpi. Ecco la nostra top 5 dei migliori colpi di mercato degli azzurri nell’ultimo decennio. Si procede per ordine cronologico, non in base al valore dei calciatori citati

Marek Hamsik (2007/2008)

Di Marekiaro basterebbe scrivere che è l’unico calciatore in rosa presente dall’anno della risalita in A. Arrivò a Napoli a 20 anni nell’estate 2007, per 5,5 milioni di euro. Un giovane di belle speranze reduce da due ottime stagioni in B col Brescia. Ci mise poco a far capire che si trattava di un potenziale top player; ad agosto bagna l’esordio con un gol nel primo turno di Coppa Italia contro il Cesena, il preludio di una carriera fantastica. Capocannoniere dei partenopei nelle prime tre stagioni, impresa che era riuscita solo a Maradona, in pochi anni diventa uno dei top nel ruolo e offre sempre un rendimento altissimo, eccezion fatta forse per le 2 stagioni con Benìtez, che lo faceva giocare trequartista nel 4-2-3-1, ruolo che allo slovacco piaceva pochissimo. Capitano dal 2014, la fascia l’ha indossata per la prima volta nel febbraio 2010, diventando a 22 anni e 229 giorni il più giovane capitano della storia partenopea. Dieci anni di Napoli, 452 presenze e 113 gol, da centrocampista, che ne fanno il secondo miglior marcatore di sempre del Napoli dopo Maradona, distante solo due reti. A Diego ha già soffiato il record di realizzazioni in Serie A, con 93 centri a fronte degli 81 del Pibe. Una bandiera: nelle ore segnate dal gran rifiuto di Donnarumma è giusto ricordare come anche Hamsik avesse avuto Raiola come procuratore. L’italo-olandese nel 2010 provò a spingerlo al Milan, Marek rifiutò e dal 2011 è passato alla CSM.

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Il Pocho Lavezzi con la maglia del Psg.

EZEQUIEL LAVEZZI ( 2007/2008 )
Nell’estate 2007 arrivò a Napoli anche il Pocho Lavezzi. Lui in Italia c’era già stato, di passaggio: nell’estate 2004, a 19 anni, venne acquistato dal Genoa di Preziosi e lasciato ancora un anno in prestito al San Lorenzo. L’anno dopo era pronto per giocare in A col Grifone, ma la squalifica e la retrocessione in C1 fecero sì che tornasse a Buenos Aires. Al Napoli costò poco meno di 6 milioni, provenienza e nazionalità scaldavano il cuore del tifo napoletano. Non segnò mai tanto – 9 gol il record in una stagione di A – ma fece innamorare Napoli con dribbling e accelerazioni: in campo aperto era devastante. Un rendimento in crescendo che lo portò, nell’estate 2012, a trasferirsi al PSG per 30 milioni di euro. La prima delle grandi plusvalenze di De Laurentiis.

Napoli 90 anni

Edinson Cavani, al Napoli dal 2010 al 2013

EDINSON CAVANI (2010/2011)
El Matador arrivò a Napoli nell’estate 2010 per 5 milioni di prestito oneroso più 12 di riscatto obbligatorio nel 2011. Veniva da due ottime annate al Palermo dove si era imposto da attaccante esterno nel tridente con Miccoli e Amauri. Poi l’intuizione di Mazzarri, fargli fare la punta centrale supportato da Lavezzi e Hamsik. Cavani diventò per distacco l’attaccante più forte del nostro campionato; a Palermo – in tutte le competizioni – aveva segnato massimo 15 gol, a Napoli ne fece 33 al primo e secondo anno e 38 al terzo e ultimo. Nel maggio 2013 segna il gol che apre le marcature nel 2-0 alla Juve in finale di Coppa Italia, il primo successo dell’era De Laurentiis, poi a luglio raggiunge Lavezzi a Parigi in cambio di 64 milioni, l’intero importo della clausola.

Kalidou Koulibaly in azione contro il Torino

KALIDOU KOULIBALY (2014/2015)
Le ultime due scelte faranno storcere il naso a molti. Abbiamo deciso di non inserire fenomeni come Higuaìn o Mertens per privilegiare outsider arrivati a Napoli quasi come signor nessuno e diventati giocatori di assoluto livello. In fondo l’argentino arrivava dal Real e che fosse forte si sapeva, anche se mai aveva raggiunto le vette toccate con Sarri. Il belga giocava in Olanda, era già in nazionale e al PSV aveva giocato stagioni quasi al livello dell’ultima da falso 9. Kalidou Koulibaly, invece, giocava in Belgio, nel Genk, e nell’estate 2014 arrivò a Napoli per 7 milioni. Un azzardo, un difensore ancora abbastanza giovane – classe ’91 – proveniente da un calcio e un campionato molto diversi. Nel primo anno con Benìtez pagò l’ambientamento, alternando prestazioni importanti a topiche clamorose, Sarri ha lavorato con lui su posizionamento e attenzione, trasformandolo in uno dei migliori centrali d’Europa. Già la scorsa estate sono arrivate offerte clamorose dall’Inghilterra – sui 40/50 milioni – subito rispedite al mittente, a settembre il ragazzo ha rinnovato il contratto dopo un lungo tira e molla. Conte però pare averlo messo in cima alla lista per la difesa del suo Chelsea e in Inghilterra scrivono sia pronto ad avanzare una nuova offerta da 50 milioni. Sarebbe un’altra super plusvalenza, la prima dalla difesa.

Elseid Hysaj, arrivato al Napoli nel 2015 per 5 milioni di euro

ELSEID HYSAJ (2015/2016)
Inserendo l’albanese vogliamo premiare il lavoro di Giuntoli, chiamato come ds quando, insieme alla scelta di Sarri, De Laurentiis tentò la svolta operaia e italiana dopo il fumoso impatto di Benìtez. Giuntoli è partito dalla D con il Carpi, oltre ai campionati europei, maggiori e non, segue con grande attenzione le serie minori italiane. Per questo non ha avuto dubbi ad avvallare la candidatura di Hysaj, prima richiesta di Sarri che voleva portarselo ad ogni costo da Empoli. L’albanese si era già messo in evidenza in B a 18-19 anni, aveva provato a prenderlo anche il ds laziale Tare. Alla prima in A fu tra i maggiori protagonisti del sorprendente Empoli di Sarri, a Napoli non ha affatto risentito del salto, anzi, con l’esperienza è migliorato molto velocemente. Non ruba l’occhio ma è preciso ed essenziale, offre una costanza di rendimento incredibile. E’ un classe ’94, può crescere ancora molto, nonostante sia già tra i migliori interpreti del ruolo in Italia. Potrebbe stare nei 22 di qualsiasi top club: l’interessamento del Bayern – che la scorsa estate ha chiesto informazioni – non è casuale. Arrivato per 5 milioni, oggi ne vale quasi 30.