Redazione

La fortuna è cieca, ma la jella, quella pare vederci molto molto bene. E probabilmente si è innamorata del giovane volto di Arkadiusz Milik, per tutti Arek. Deve piacerle sul serio vederlo contorto dal dolore, perchè altrimenti non si spiega il nuovo incidente all’attaccante del Napoli, che a pochi minuti dalla fine del match contro la SPAL si è accasciato al suolo tenendosi il ginocchio. Non quello già operato lo scorso anno, il sinistro è sano e salvo, ma le mani prima a tenere il ginocchio destro e poi sul volto, a coprire le lacrime, non lasciano molto sereni i sanitari del Napoli e soprattutto i tifosi.

Il Napoli vince, ma Milik esce di scena

Che non hanno fatto neanche in tempo a godersi il ritorno a tempo pieno dell’attaccante arrivato lo scorso anno dall’Ajax che già rischiano di non vederlo in campo per un periodo più o meno lungo. Presto per una diagnosi ma, sarà il ricordo dell’ottobre scorso, il cielo sopra Napoli diventa improvvisamente più grigio nonostante la vittoria di misura a Ferrara. Rischia di essere una vittoria di Pirro, se Milik tornerà sotto il Vesuvio in stampelle. In realtà il colosso polacco è uscito dal campo con le sue gambe, ma si tratta di un particolare che può voler dire tutto e niente. Solo gli esami strumentali sapranno stabilire con certezza la prognosi.

I mesi di recupero dal primo incidente…

Comunque vada, una vera sfortuna per il ventitreenne, la cui parabola in azzurro era iniziata benissimo, ma era poi stata interrotta da un terribile crac. Da quel momento un lungo percorso di riabilitazione, qualche sporadica presenza, ma non un recupero completo. Eppure l’estate sembrava averlo rimesso in sesto, con una preparazione ad hoc per riportarlo alla forma ottimale senza caricare troppo su quel ginocchio, ché fidarsi è bene e non fidarsi è comunque meglio. La risposta era arrivata sul campo, quattro presenze nonostante un Mertens stratosferico e due reti. Il cammino sembrava spianato.

…e il nuovo possibile crac

E invece ora rischia di tornare difficoltoso, come risultava difficile a Milik poggiare la gamba, stavolta quella destra, mentre i sanitari del Napoli lo sorreggevano. Difficoltoso come vedere la faccia di Mertens, che dalla panchina lasciava trasparire la preoccupazione di una squadra e di una città intera per le condizioni di uno dei suoi figli prediletti. Ma soprattutto risulta difficile anche pensare di capire cosa passa nella testa di un ragazzo di poco più di vent’anni che potrebbe vedere il suo sogno di nuovo frustrato da un movimento sbagliato. Non resta che sperare, per il Napoli e per il calciatore, che il responso non sia quello più temuto. Che Milik se la possa cavare con uno stop magari non breve, ma neanche infinito. Si attende il responso degli esami. Una città aspetta in silenzio.