Mattia Deidda

Poco più di due giorni per comprendere che stagione dovrà affrontare il Napoli. La doppia sfida contro il Nizza rappresenta la partita che influenzerà tutto l’anno. Un paradosso. Trovarsi di fronte il primo bivio a metà agosto è una penalizzazione. Ma questo è il calendario, ed i partenopei possono solamente accettarlo.

LE GRANDI SQUADRE GIOCANO IN CHAMPIONS

Sarri lo ha detto esplicitamente: “Se non passiamo non deve essere una disgrazia”. In teoria ha ragione, in pratica no. In una stagione che vedrà il Napoli protagonista in campionato, non possono essere due partite in Champions a regalare un giudizio definitivo. Il problema è che la società ha bisogno della massima competizione europea. Prestigio e soldi. Probabilmente non in questo ordine. Non c’è paragone tra gli incassi della Champions con quelli dell’Europa League. Ancora più marcata la differenza del prestigio che le due competizioni regalano. Tornare a giocare in Europa League è un ridimensionamento. Un passo indietro notevole nella crescita che sta vivendo il Napoli. Confermarsi nei piani alti è il primo passo per essere considerati grandi.

Mertens durante la sfida di Champions con il Besiktas

Mertens durante la sfida di Champions con il Besiktas

L’ENTUSIASMO CAMBIA I PUNTI DI VISTA

Uscire un’altra volta nel preliminare di Champions League, vorrebbe dire iniziare la stagione senza potersi permettere di sbagliare. Mantenere tutti i giocatori in rosa è un aspetto da lodare, ma non basta. Nei momenti di difficoltà i tifosi non penseranno ai rinnovi di Insigne e Mertens, ma ai nomi nuovi che non sono arrivati. Il Napoli non può sperare di vincere lo Scudetto basandosi sull’indebolimento delle dirette contendenti. Una squadra che vuole vincere e termina il campionato terza, ha bisogno di rinforzi. Non si parla di titolari. Migliorare l’undici iniziale è difficile, e servirebbero molti soldi da investire in un unico giocatore. Il campionato è una maratona: si vince con la panchina.

GIOVANI DI QUALITÀ DA AFFIANCARE AI TITOLARI

Incassare i soldi per l’approdo in Champions League permetterebbe a De Laurentiis di completare il mercato. Mario Rui e Ounas non bastano. I partenopei hanno bisogno di un uomo in grado di far rifiatare Callejon, unico giocatore senza “doppione” in squadra. Il nome è quello di Zinchenko, Ucraino del Manchester City. Si parla di un prestito da 500 mila euro con un obbligo di riscatto legato alle presenze fissato a 6 milioni. L’affare si farà solamente dopo la sfida contro il Nizza. L’idea della società è quella di portare il reparto offensivo allo stesso livello del centrocampo. I ventuno anni di Zinchenko non devono confondere. L’identità del Napoli è più importante dei giocatori che si schierano in campo. Diawara (20 anni), Rog (22) e Zielinski (23) quando chiamati in causa non hanno mai sfigurato al posto di Jorginho, Allan e Hamsik.