Redazione

Milik, ma non solo. Conti, Tumminello, persino il giovanissimo Vanheusden, la maledizione del crociato non sembra voler risparmiare nessuno. Non solo, ma in un campionato in cui l’aspetto fisico è sempre più importante, aumenta a dismisura la quantità di infortuni, sia traumatici che muscolari. La Roma ha fuori tre esterni ed un terzino, la Juventus ha dovuto rinunciare a rotazione a tre quarti del centrocampo e il Milan deve preoccuparsi sempre della tenuta muscolare dei vari Bonaventura e Romagnoli. E poi c’è chi questi problemi non ce li ha. I tifosi partenopei possono fare i debiti scongiuri, ma i loro calciatori sono in buone mani. I preparatori atletici e lo staff sanitario del Napoli sono da Scudetto.

Pochi infortuni e quasi tutti traumatici

Parlano i numeri, che sono la cartina tornasole della bontà del lavoro svolto a Castel Volturno. Se si escludono i due gravi infortuni di Milik, il resto delle problematiche fisiche dei calciatori azzurri è quasi sempre traumatico e di poco conto. Albiol ha qualche problema con la schiena, Chiriches si è lussato la spalla cadendo contro il Bologna, ma per il resto il Napoli pare immune alla vera e propria epidemia di stop forzati imposti dai carichi di allenamento o da noie muscolari in partita. E non è un dato che riguarda solo la stagione in corso, anche negli scorsi anni la frequenza degli infortuni che hanno colpito gli uomini di Sarri è molto più bassa di quella dei loro colleghi di Serie A.

Quello del è Napoli il miglior staff sanitario d’Europa?

Anzi, è la più bassa d’Europa, almeno a sentire un rapporto stilato dall’UEFA qualche mese fa, che stabilisce che i calciatori del Napoli hanno una percentuale di 0,8 infortuni per 1000 ore di attività, quasi un terzo della media delle squadre prese in esame (2,6). Merito dei preparatori e dei loro metodi di allenamento, certo, ma anche e soprattutto dello staff medico, che non per nulla è considerato uno dei migliori del Vecchio Continente. Sarà anche per questo che in estate Sarri e De Laurentiis non si sono troppo preoccupati di rimpinguare la rosa, soprattutto in attacco? Possibile. Ovvio, dopo il crac di Milik il tecnico e lo staff dovranno fare attenzione ai carichi di lavoro del tridente, che naturalmente sarà il reparto meno coinvolto dal turnover. Ma il Napoli parte da un’ottima base. Un dettaglio non da poco, in grado di influenzare persino un intero campionato.