Redazione

Pepe Reina, 10 e lode. Decimo rigore parato in carriera per il portiere del Napoli, che con la prestazione contro il Feyenoord si conferma croce e delizia di questa squadra. Parte del pubblico di casa l’ha beccato spesso via social, ma il grosso del tifo partenopeo è con lui, che questa estate sembrava poter lasciare il Vesuvio e accasarsi nella ricca Parigi, pronto a fare il dodicesimo di lusso nella Ville Lumiere. Non è andata così ed il Napoli ha ancora il suo portiere, abituato com’è al rendimento altalenante dello spagnolo. Che a volte vola con riflessi felini su palloni che sembrano impossibili (Roma-Napoli dello scorso anno), altre lascia la testa per strada e riprende il pallone in rete.

La beffa del gol all’ultimo minuto

Come ogni portiere che si rispetti, odia subire gol. Si nota chiaramente dopo la rete della bandiera degli olandesi, causata da una disattenzione dei centrali a partita ormai terminata. Il pubblico neanche si accorge della marcatura, Sarri si inalbera, ma Pepe diventa una belva, come se da quella rete potesse dipendere il destino della qualificazione del Napoli. Il che è anche possibile, ma difficile da stabilire alla seconda partita del girone. La rabbia è più per la beffa che per la statistica in sè, dato che dopo aver parato il calcio di rigore di Toornstra il numero 25 poteva giustamente pensare di aver incamerato il quinto clean sheet della stagione. Così non è stato, ma ci sarà tempo per rifarsi.

Reina, 10 rigori parati in carriera

Penalty sventato numero 10 per il portiere del Napoli, il terzo da quando veste la maglia azzurra. In passato aveva già ipnotizzato lo specialista Balotelli, diventando il primo a parare un rigore al SuperMario nazionale dopo ben 22 tiri dagli undici metri messi a segno, e Mattia Destro in un match contro il Bologna. Quattro li ha parati a Liverpool, paradossalmente non riuscendo comunque a evitare la sconfitta per tre volte, gli altri tre ai tempi del Villarreal, permettendosi addirittura di rischiare di impedire al Barça di festeggiare lo scudetto al Camp Nou bloccando un rigore di Eto’o.

Contratto in scadenza 2018

E nell’eterna diatriba su Reina, se sia o no un portiere da Scudetto, stavolta vincono i fans di Pepe, che mostrano tronfi gli highlights della partita o ricordano i miracoli degli scorsi anni. Per il presente il Napoli questi dubbi non ce li ha mai avuti, se è vero che in estate non si è cercato con insistenza un estremo difensore per sostituire lo spagnolo, che ha da poco spento la candelina numero 35. Però il tempo passa e si avvicina la scadenza del contratto, che probabilmente rappresenterà la fine della sua esperienza sotto il Vesuvio. A giugno 2018 Reina sarà libero di accasarsi altrove, ma nel frattempo mette le mani e il cuore a disposizione degli azzurri. Perchè andarsene da vincitore avrebbe tutto un altro sapore.