Redazione

La creatura di “Sarrenstein”. Il percorso netto e la possibilità di fuga sono la punta dell’iceberg di un percorso tecnico-tattico che probabilmente ha raggiunto il proprio culmine. Il Napoli, inteso come blocco, né è consapevole: ecco perché è nato il patto scudetto. Questo sembra davvero l’anno giusto.

Il Napoli, una squadra, mille soluzioni

Vedi (il) Napoli ed esalti il gioco di squadra, la compattezza fra i reparti. Una squadra che ha sempre una soluzione tattica per adeguarsi alle esigenze della partita. La Roma ha bloccato Jorginho ed ha ridotto sensibilmente la capacità offensiva azzurra, ma la squadra di Sarri è camaleontica. Bloccato il regista? No problem, c’è Koulibaly, che abbina tecnica e fisicità e prende il posto dell’italo brasiliano. E comunque la manovra trova sempre sbocco: o per via centrale, o sugli esterni, grazie alla capacità della squadra di creare sempre dei rombi che permettono al portatore di palla almeno tre soluzioni. Tutte, rigorosamente a due tocchi: in modo da avere sempre il vantaggio sui tempi di gioco e eludere il pressing uscendo sempre palla al piede.

Contaminazione. Un po’ Sacchi, un po’ Guardiola

Sarri è un “contaminato”. Ha studiato e approfondito conoscenze apprese da chi aveva già rivoluzionato la fase offensiva e difensiva. Il Napoli difende come il Milan di Sacchi, pressando, aggredendo, lasciando la linea difensiva molto alta. E attacca come le squadre di Guardiola, palleggiando e giocando con pallone e cronometro, per poi verticalizzare. La fantasia è lasciata unicamente alla fase di possesso. In chiave difensiva il Napoli è blindato, quasi rigoroso. Sacchiano, appunto. Del resto Sarri ama ripetere che la fase offensiva concede “perdono”. In attacco si può inventare e persino sbagliare qualche gol. In difesa non può né deve accadere.

Una squadra sistematica e “unica”

Il Napoli si esalta nel collettivo. E domina il campionato. Anche perchè è difficile, nel panorama italiano una squadra così completa. Nel senso pieno del termine. Il Napoli è una squadra sistematica. Gioca un calcio perfettamente aderente alle caratteristiche funzionali dei calciatori che ha in rosa. Non è un caso che, estrapolati dal contesto tattico sarriano, stentino. É l’unico limite di questo Napoli. Se salta qualche ingranaggio, la squadra diviene battibile. Anche per i pochi cambi a disposizione, soprattutto lì davanti.