Redazione

Sei su sei. Fossero reti, sarebbe una festa. Ma sono le volte che in questa stagione Marek Hamsik non ha terminato una gara ufficiale. Due volte ai preliminari contro il Nizza, in tutte e tre le sfide di campionato e anche nella prima del girone di Champions. Un trend particolare, a cui si aggiunge una statistica, che probabilmente rientra nell’ambito delle casualità, ma che non può non far riflettere. Delle ultime sei (numero ricorrente) reti del Napoli, nessuna è arrivata con il capitano azzurro in campo. La sua uscita dal campo è sempre avvenuta verso il sessantesimo. Spesso e volentieri, subito dopo la squadra si è scatenata. Una coincidenza. Ma se se due fanno un indizio, tre rischiano seriamente di essere una prova.

Hamsik, da principe a Cenerentolo

Sarri prova a smontare il caso e lo definisce insostituibile, ma la verità è che Hamsik così insostituibile non è, almeno non ora. Quello del cambio a due terzi di gara è un trend iniziato verso la fine della scorsa stagione, in cui a onor del vero lo slovacco ha tirato a lungo carretta, non saltando neanche le partite più semplici. Normale quindi che il tecnico decidesse di concedergli un po’ di riposo, spesso e volentieri quando il match era ormai messo in cassaforte. Ma in questa stagione il dato diventa preoccupante. È come se Hamsik fosse diventato una specie di Cenerentola, che al minuto sessanta o giù di lì deve per forza di cose abbandonare il ballo. Questione di condizione fisica? Chissà. I compagni corrono tutti come lepri e anche lui non dà segni di ritardo di preparazione. Il mistero si infittisce.

Le lamentele del suo procuratore

Le prestazioni del capitano del Napoli in questo inizio di stagione non sono certo state eccellenti, ma a questo punto è difficile capire se sono gli errori a forzare le sostituzioni o sono i continui cambi a non far stare tranquillo lo slovacco, che ha da poco festeggiato i dieci anni di permanenza sotto il Vesuvio. Al punto che prima della partita contro lo Shakhtar anche il suo procuratore Venglos si era lamentato della situazione. Non è certo per questo che Sarri ha optato per far accomodare Hamsik in panchina per inserire Mertens, quello è dipeso dallo svantaggio di due reti che ha costretto il Napoli a tentare il tutto per tutto. Ma con un po’ di malizia, sospettare che quella di Kharkiv possa essere una piccola ripicca del tecnico non è poi così complicato.

La sconfitta non aiuta il Napoli

Intanto, il Napoli perde, ed un girone che sembrava abbordabile si complica immediatamente, dopo appena novanta minuti di gioco. La sconfitta non aiuta il morale e non permette di far passare il caso in cavalleria, come era accaduto finora grazie alla partenza sprint in campionato. Ora toccherà a Sarri disinnescare una situazione potenzialmente esplosiva. Bisognerà capire se userà la diplomazia, o se preferirà fare alla sua maniera e parlare chiaro. Anche se i numeri di questo campionato sono già abbastanza schietti. Sei sostituzioni in sei partite. Più (Mare)chiaro di così, si muore.