Redazione

Il Napoli affronterà la sfida di Champions League contro il Feyenoord senza Insigne. Il talento napoletano, uscito malconcio dalla sfida contro la Juventus, non sarà convocato da Sarri. Una notizia da non sottovalutare: il numero ventiquattro si ferma dopo sessanta partite consecutive da titolare. Nonostante l’importanza della gara, la società non vuole rischiare e, soprattutto, ha intenzione di curare nel migliore dei modi il principio di infiammazione all’inguine. Il campionato rimane la priorità assoluta, ed il calciatore partenopeo deve tornare nella migliore forma possibile per la prossima gara contro la Fiorentina.

Si scalda Ounas

Sarri può contare su un paio di soluzioni interne. Pesa però come un macigno l’infortunio di Milik. Con il polacco in campo, Mertens avrebbe potuto prendere il posto di Insigne senza problemi, ricordandosi di come non molto tempo fa si contendeva con l’italiano un posto in campo. Un’ipotesi per mantenere l’assetto invariato è schierare in campo Ounas. L’algerino non ha mai demeritato quando fatto entrare in campo, nonostante sia avvenuto in partite complicate, come contro il Manchester City in trasferta e la Juventus. Un giocatore di personalità che, se chiamato in causa, non ha intenzione di sprecare un’occasione più unica che rara: giocare dal primo minuto una gara che potrebbe regalare al Napoli gli ottavi di Champions League. Il miglior palcoscenico possibile per dimostrare al tecnico di essere più di una giovane e anarchica promessa, e convincerlo ad inserirlo in campionato più spesso.

Senza Insigne si torna al passato?

E poi c’è l’idea più improbabile (conoscendo Sarri) ma, probabilmente, la più logica: il cambio di modulo. Con Insigne fuori dai giochi e nessuno che possa garantire il suo stesso livello di rendimento, passare dal 4-3-3 al 4-3-1-2 non è una follia. Il Napoli funziona perché rappresenta l’immagine di una macchina perfetta. Tutti sanno dove andare, tutti sono a conoscenza di come muoversi nel momento in cui un compagno di reparto effettua una giocata. Togliere un ingranaggio (uno dei principali) a questa macchina, ne limiterebbe notevolmente le capacità. Il reparto più completo della squadra è il centrocampo, non sarebbe quindi un problema schierare quattro centrocampisti. Zielinski, a differenza di Ounas, è stato chiamato in causa molte volte da questo inizio di stagione, ed ha sempre dimostrato di essere parte integrante della squadra.

Un Sarri stile Empoli

Lasciare un centrocampo con Hamsik, Jorginho e Allan, e portare Zielinski dietro Mertens e Callejon, è la via più semplice per cambiare la squadra il meno possibile ed inserire in campo i calciatori con più minutaggio. Una soluzione che ricorda i primi tempi di Sarri a Napoli, quando il tecnico toscano non aveva ancora scoperto il tridente delle meraviglie e adottava il modulo che lo aveva portato alla ribalta ad Empoli. Un salto nel passato che magari può suonare come una resa, ma che può (e forse deve) diventare un’altra freccia nella faretra di Sarri e del Napoli. Altrimenti, quando il meccanismo si inceppa e viene a mancare qualche protagonista, si rischia seriamente di andare in panne. E questo, soprattutto in campionato, non può accadere. Quindi tanto vale fare le prove prima che il problema si presenti…