Mattia Deidda

Il calcio di luglio e agosto non può essere analizzato sotto l’aspetto del gioco, ma può, e deve, essere analizzato sotto l’aspetto delle scelte. Senza prendere in considerazione le amichevoli contro le rappresentative locali, le cinque amichevoli di livello affrontate fino a questo momento dal Napoli hanno fatto ben intendere le scelte di Sarri.

Tridente leggero: Insigne-Mertens-Callejon

Carpi, ChievoVerona, Bayern Monaco, Atletico Madrid e Bournemouth. Queste le partite più importanti affrontate dai partenopei. Avversari di livelli e nazionalità differenti, tante diverse formazioni usate, che si incontrano in un unico punto in comune: l’attacco. Ad eccezione della partita contro l’Atletico Madrid, dove Milik ha giocato dal primo minuto (sbagliando un rigore), il tridente offensivo è sempre stato Insigne-Mertens-Callejon. Un dato da studiare: solitamente durante le amichevoli estive, gli allenatori puntano a ‘sperimentare’ per ottenere informazioni da utilizzare nel corso del campionato. Così ha fatto Sarri, ma solamente a partita in corso, cambiando a volte anche dieci uomini.

Napoli-Roma-Real Madrid

Dries Mertens, capocannoniere stagionale del Napoli 2016/17

Ma Sarri non boccia Milik

Il polacco avrà il suo spazio. Iniziare dalla panchina non vuol dire essere stati bocciati dall’allenatore. Semplicemente, risulta difficile pensare che Sarri possa modificare un tridente che la stagione passata ha portato a casa la bellezza di sessanta gol. Le occasioni per l’ex Ajax arriveranno. Le statistiche a volte mandano in confusione, ed i 94 gol messi a segno dal Napoli l’anno scorso mascherano le difficoltà che ha avuto la squadra quando costretta ad affrontare partite più complicate, dove il bel gioco non è bastato. Vincere per 7-1 contro il Bologna può essere gratificante per gli occhi, ma a conti fatti i punti in più in classifica saranno sempre 3. Arriveranno, come sempre, partite difficili, che sia a causa della condizione del campo o della forma fisica dei giocatori. In quel momento dovrà fare la differenza l’ariete della squadra.

Arkadiusz Milik

E alla fine…arriva il polacco

In queste condizioni entra in scena il polacco. Non è una seconda scelta. Poche squadre possono permettersi di far entrare un calciatore delle qualità di Milik. Non si può sempre scendere in campo con il fioretto, in alcune partite serve andare all’arrembaggio con il coltello in mezzo ai denti. Sono le partite in cui bisogna sfruttare qualsiasi palla sporca, qualsiasi cross buttato dentro l’area di rigore in maniera casuale. Sono le partite in cui il Napoli non ha nessun giocatore migliore di Milik per provare a risolverle. Atalanta e Sassuolo sono gli esempi più chiari che si possano fare. Due squadre difficili da affrontare, contro le quali il Napoli la stagione passata ha raccolto solo due punti, perdendo due volte contro l’Atalanta e pareggiando contro il Sassuolo. Un bottino che una squadra pronta a vincere lo scudetto non può permettersi. Se la palla non gira come dovrebbe, se il tridente dovesse vivere una giornata storta, Milik è l’alternativa per vincere la partita: quel “cambio” di gioco che ogni squadra dovrebbe avere se la situazione non dovesse sbloccarsi.