Redazione

Il Napoli di Sarri continua a migliorare. Difficile fare peggio del primo anno del tecnico all’ombra del Vesuvio, una sconfitta all’esordio contro il Pescara e due pareggi. Ma già la scorsa stagione aveva alzato l’asticella, con un pareggio alla prima e due vittorie. Stavolta arriva il tris, con il numero 3 che sembra farla da padrone. Tre vittorie con tre gol segnati, per un totale di nove, esattamente come i punti raccolti, che catapultano gli azzurri al primo posto assieme a Inter e Juventus. A parte i risultati però, qualcosa è cambiato rispetto agli anni scorsi.

Un Napoli con…un pizzico di Juve

È un Napoli più pragmatico quello che si è visto in campo nelle prime sfide di campionato. Bello, ma che non passa il suo tempo a specchiarsi nella propria perfezione. La squadra è più cinica e non esita più a sfruttare ogni minimo errore di chi gli si para di fronte, come se nel corso degli anni Sarri fosse riuscito ad incanalare nella sua creatura…un po’ di Juventus. Gioco arioso, meccanismi oliati, ma, se serve, al posto del fioretto arriva anche la clava. Come l’eurogol di Zielinski che ha aperto il match contro l’Atalanta o il colpo di testa di Callejon che ha scardinato la difesa del Bologna, cortesia di un controllo non irreprensibile di Masina. Una volta, il Napoli rischiava di terminare le partite con venti tiri in porta e zero reti. Ora non accade più. Anzi, un gol, come le ciliegie, tira l’altro.

Finalmente basta con le rincorse

Perchè quando gli azzurri vanno in vantaggio, allora sì che ritorna il Napoli che fa innamorare. Che in realtà non se n’è mai andato, ma che finchè non si porta davanti all’avversario rimane cautamente nascosto dietro alla necessità di sbloccare la partita. Poi però le triangolazioni si fanno ritmiche e perfette, gli undici in campo si trovano a occhi chiusi e chi deve marcarli, già stordito dallo svantaggio, perde completamente la bussola. A quel punto il Napoli affonda come una lama calda in un panetto di burro e, almeno in queste prime prestazioni, cala il tris. E vola, con un inizio di campionato che permette di puntare al record di vittorie iniziali consecutive, detenuto dalla squadra del 1987/88 con 5 affermazioni. Ma che soprattutto non costringe Sarri e i suoi a rincorrere fin da subito, come è invece accaduto negli anni scorsi. Una differenza magari insignificante, ma che alla lunga rischia di contare parecchio.