Redazione

Sarri, la vittoria della cazzimma. Sfatato il tabù Sassuolo. A volte serve quella dote, tipicamente napoletana, per uscire dalle situazioni più districate. E la sfida coi neroverdi si era incanalata sui binari particolarmente complicati. Chi non sa cosa significhi cazzimma, non perda tempo a cercare il termine sul vocabolario. Trattasi di un termine intraducibile perchè rappresenta un modo di essere e di fare nel compiere determinati gesti, per l’appunto “cazzimmosi”. Finalizzati all’ottenimento del risultato, anche attraverso pratiche che viaggiano sul filo della furbizia senza eccedere nella scorrettezza. Un’azione non pulitissima, ma necessaria. Come, appunto, la vittoria del Napoli col Sassuolo.

La pressione inizia a farsi sentire

Sara un caso, ma il Napoli ha iniziato a perdere un filo impercettibile di qualità nel momento in cui è stato costretto a vincere. Due indizi che sono più di una coincidenza. Sia contro il Genoa che contro il Sassuolo, il Napoli è sceso in campo con il “dovere” di vincere perché al momento del calcio d’inizio, aveva “perso” il primato in classifica e doveva riconquistarlo. É una questione assolutamente mentale. Fra il tenersi o riprendersi una posizione conquistata di diritto la differenza è labile, ma il solco è profondo. E probabilmente il Napoli avrà sentito la stessa pressione che lo scorso anno lo ha bloccato. I punti costati lo scudetto lo scorso anno, sono gli stessi “presi” quasi di forza, oltre che di gioco, con il Sassuolo.

Una svolta mentale, Napoli con più cazzimma

Il Napoli ammirato nelle prime otto vittorie di campionato esprime bel gioco in scioltezza e nella piena consapevolezza del proprio (enorme) potenziale. Negli ultimi 180, chiusi comunque in attivo, gli azzurri sono usciti con sei punti conquistati in modo diametralmente opposto, ma ugualmente efficace. Di fronte alle difficoltà, non hanno risposto solo con il gioco, o meglio, hanno unito alla qualità quel “quid” in più che trasforma una ottima squadra in un team vincente. La voglia di superare l’ostacolo, di vincere anche aggrappandosi all’episodio, o all’intuito. La capacità di andare, in tutti i sensi, oltre gli schemi.

Ed è li che la “napoletanità” diviene un fattore discriminante. La capacità, quando si è alle corde, di svicolare e trovare con un colpo di genio il guizzo vincente. Come il gol di Callejon da calcio d’angolo, non certamente figlio dei 33 schemi. O la rete di Allan, con il brasiliano che sfrutta l’ingenuità di Sensi. O ancora, la presenza di Insigne sul gol di Callejon. Sono reti che sicuramente nascono dalle idee di Sarri, ma che sono arricchite da quel quid in più: reti “cazzimmose” e decisive.