Mattia Deidda

Vietato cedere alla scaramanzia: il Napoli ha una squadra da scudetto. Le dichiarazioni di Sarri sul non essere favoriti, tentano di smorzare un entusiasmo che in circostanze negative potrebbe rivoltarsi contro la squadra. Rimane comunque difficile, per i tifosi, dimenticarsi dello spettacolo vissuto la passata stagione, quando la squadra girava in campo come mai negli ultimi anni, diventando una vera e propria macchina da gol. Non può bastare confermarsi nuovamente tra le prime tre squadre d’Italia. De Laurentiis quest’estate sta rinunciando a molti milioni pur di mantenere intatta la rosa, e per un’idea di calcio che punta all’autofinanziamento, si tratta di un vero e proprio sacrificio.

Il Napoli riprende da dove ha lasciato

Undici giocatori, capitanati da Insigne, Hamsik e Mertens, hanno rinunciato ad una settimana extra di vacanze per poter tornare ad allenarsi con i compagni. Un fatto che si può spiegare con due parole: patto scudetto. La passata stagione ha visto i partenopei protagonisti del campionato, con un girone di ritorno dove sono stati collezionati 48 punti, primi in questa speciale classifica davanti la Roma (46) e la Juventus (43). A detta di tutti, Sarri ha messo in mostra il miglior gioco d’Italia, un gioco che può essere riproposto nella sua totalità in quanto il Napoli non ha venduto nessun giocatore. Non ci sarà bisogno di mesi di adattamento o calciatori che devono imparare a conoscersi tra di loro. Un vantaggio da non sottovalutare: iniziare il campionato conoscendo a memoria ciò che si deve fare in campo, può portare in classifica dei punti in più che lo scorso anno avrebbero fatto tutta la differenza del mondo.

Napoli-Sarri

Piotr Zielinski, una delle sorprese del Napoli 2016/17

Non basta qualche milione per migliorare l’undici titolare

Come per ogni squadra, c’è una parte della tifoseria che si lamenta del mercato. Il livello che ha raggiunto la formazione titolare del Napoli è alto, e per poterlo migliorare serve andare sul mercato e spendere per un solo giocatore una quantità di soldi non indifferente. Eventualità impossibile da realizzare, e a Sarri va bene così. Il tecnico è apparso tranquillo per un mercato che non ha portato a Castel Volturno nessun nome in grado di infiammare la stampa. L’ex allenatore dell’Empoli è consapevole che la scelta più saggia che la società possa fare, è acquistare buoni giocatori per rinforzare la panchina: competizioni lunghe come il campionato non si vincono con undici uomini, specie quando sarai impegnato su tre fronti. L’obiettivo è poter cambiare alcuni giocatori senza sentirne la mancanza. Farne un discorso generale risulta impossibile: giocatori come Hamsik o Callejon sono indispensabili per Sarri, e nessuna squadra al mondo, nel caso esistessero calciatori in grado di sostituirli, potrebbe permettersi di lasciarli in panchina. Con un Milik  in più, in aggiunta alle due vere new entry ovvero Ounas e Mario Rui, ogni reparto è coperto sotto il punto di vista numerico, con un centrocampo che già la passata stagione aveva dimostrato di stare bene, con Jorginho, Hamisk, Zielinski, Allan, Diawara e Rog.