Redazione

Il posticipo serale della trentaquattresima di campionato regala un finale di stagione opposto a Napoli e Inter. Gli azzurri portano via i tre punti da San Siro facendo lo stretto indispensabile, giocando un match senza acuti ma pressando continuamente i nerazzurri fino ad indurli all’errore fatale. L’Inter cerca di opporsi al controllo del match da parte degli uomini di Sarri, ma può poco e combina qualcosa solo nella ripresa, quando con l’ingresso di Perisic si vedono i primi tiri in porta. Vittoria importante per il Napoli, che si avvicina alla Roma, sesta partita senza i tre punti per Pioli e i suoi, che vedono sempre più da lontano l’ultimo posto utile per entrare in Europa.

La rete di Callejon legittima il dominio partenopeo, ma arriva solo grazie ad un clamoroso errore di Nagatomo. Per il resto il Napoli gioca bene e gestisce il match in tutta tranquillità, ma senza affondare il colpo. Reina esce dal campo e quasi non deve farsi neanche la doccia, ma anche Handanovic sporca i guanti molto meno di quanto ci si aspetterebbe in una partita dominata dagli azzurri, il cui attacco atomico stasera è apparso un po’ spuntato. In compenso la retroguardia non corre mai rischi e, superato lo scoglio della trasferta a Milano, il Napoli può guardare al calendario con fiducia e sperare di portare a casa la volata per il secondo posto. Dalla qualificazione diretta in Champions dipenderanno molte cose, tra cui la campagna acquisti e la permanenza sotto il Vesuvio di alcune delle stelle della squadra, Mertens in primis. In ogni caso, un’altra vittoria in trasferta per i ragazzi di Sarri, che in casa hanno perso qualche occasione di troppo, ma che guidano la classifica delle partite fuori casa, avendo conquistato lontano dal San Paolo esattamente la metà dei 74 punti raccolti finora. Undici vittorie, quattro pareggi e due sconfitte, per un totale di 37 punti, tre in più della Juventus capolista.

Dal canto suo, in fondo in fondo, l’Inter non demerita poi così tanto, ma alcune giocate difensive un po’ svagate rendono la vita più semplice agli avversari. Dal roboante 7-1 rifilato all’Atalanta i nerazzurri hanno dimenticato come si vince e hanno raccolto solo un punto, nel derby al cardiopalmo contro il Milan. Pioli ha in mano una squadra confusa, che alterna trame di gioco interessanti a momenti di totale abulia dal campo. Non si possono spiegare altrimenti molti degli errori grossolani che appesantiscono la manovra interista e la rendono molto più prevedibile. Ancora una volta la squadra di Pioli paga una rosa costruita male, dato il tecnico può permettersi di tenere fuori Banega, Perisic e Kondogbia, ma che ad un certo punto del match, complice problemi fisici di Murillo, è costretto a schierare l’inedita coppia difensiva Medel-Andreolli. In attacco Icardi si applica, Candreva tenta i suoi soliti strappi, ma nessuno fa molto per impensierire davvero Reina. E quindi a fine partita arrivano i fischi, che accompagnano gli striscioni di contestazione esposti per tutti i novanta dai tifosi nerazzurri. Con questi presupposti, difficile che al momento qualche top manager possa interessarsi alla panchina dell’Inter. Eppure Zhang Jidong farebbe meglio a preoccuparsi, dato che ormai pare evidente che la storia con Pioli, che fino all’inizio di marzo sembrava una luna di miele, è arrivata ai titoli di coda e che quindi la nuova stagione è ancora tutta da programmare, a partire dalla guida tecnica.