Redazione

Il tesoro è importante, luccica e soprattutto è alla portata del Napoli. Non c’è Totò, ma Don Vincenzo o’ Fenomeno ha un degno sostituto, Don Maurizio, che fenomeno ancora non è, ma punta a diventarlo presto. E nel giorno di San Gennaro, quando la liquefazione del sangue del Santo è in grado di prevenire sciagure e portare sotto il Vesuvio gioia e prosperità, viene da chiedersi se questo può davvero essere l’anno buono. La squadra c’è, la società non è mai stata così forte e anche il pubblico, notoriamente scaramantico fino all’eccesso, non ha più paura di utilizzare la parola tabù. Per lo Scudetto c’è anche il Napoli.

Finalmente una partenza lanciata

Parlano i numeri, perchè quelli non mentono mai. E raccontano di una squadra diversa da quella che nelle ultime due stagioni si è classificata seconda e terza. Le quattro vittorie iniziali non sono record (quello spetta ad uno dei Napoli di Diego, il santo laico del popolo azzurro), ma significano rispettivamente due e addirittura sette punti in più rispetto alle altre annate della gestione Sarri. Punti arrivati con squadre di livello inferiore, ma che non per questo devono essere sottovalutati. Anzi, il vecchio Napoli lasciava briciole importanti in scontri apparentemente semplici. Quest’anno, finora, questo non è accaduto.

Nessuno segna come il Napoli

Secondo punto, le vittorie sono arrivate con punteggi roboanti, anche se a volte ci è voluto più del previsto a sbloccare il match. Ma una volta passato in vantaggio, questo Napoli non fa prigionieri. Quattro partite, quindici reti, per la stratosferica media di 3,75 gol a partita. Mertens, Insigne e Callejon meglio di Cavani, Neymar e Mbappè, pur essendo costati in totale forse neanche un ventesimo del trio del PSG. Real? Barcellona? No, neanche loro hanno segnato quanto il Napoli in campionato. Una statistica che forse non conterà moltissimo, ma che di certo inorgoglisce squadra e tifoseria.

Il turnover è la chiave della stagione

Ma dopo aver visto perchè si può, è il caso di chiedersi cosa il Napoli può e deve migliorare se vuole puntare al bersaglio grosso. Sarà da vedere la resa del turnover di Sarri quando la Champions League si incrocerà con match importanti in Serie A. Sarà ripetuto l’esperimento ucraino? Se i titolarissimi giocano in campionato, gli azzurri possono ben sperare, perchè nonostante la rosa ampia, i numeri (sempre loro) dicono che quando la formazione di base cambia troppo, il Napoli corre più rischi di inciampare. E se si inciampa troppo spesso, può succedere che l’ampolla più famosa del mondo cada e si rompa, portando con sè i sogni Scudetto del Napoli. Sarebbe un sacrilegio. Ma anche un enorme peccato.