Mattia Deidda

La sconfitta in Champions League contro il Manchester City apre prepotentemente una questione delicata in casa Napoli: la gestione delle palle inattive. Non quelle a favore. Sotto quel punto di vista Mister 33 è una garanzia, come i partenopei hanno dimostrato in questo inizio di campionato. La polemica si concentra su quelle in cui i partenopei devono difendere. Il Napoli, in undici partite di campionato e quattro di Champions League, ha preso gol da palla ferma per ben cinque volte. Troppe, per una squadra del valore dei partenopei.

Napoli, il problema delle palle inattive

Impossibile pensare che Sarri non ci abbia pensato. Una squadra come il Napoli, che domina il campo per novanta minuti, non può subire occasioni da gol a difesa schierata. Nella maggior parte dei casi, sono proprio i calci d’angolo (o palloni crossati in area di rigore su punizione) a rappresentare l’unico modo che hanno le squadre avversarie per impensierire i partenopei. Migliorare la disposizione in area non renderebbe il Napoli imbattibile, ma senza dubbio limiterebbe notevolmente le occasioni concesse agli avversari, visto che, parlando di semplice gioco, poche squadre in Europa sono in grado di chiudere gli uomini di Sarri nella propria area di rigore.

Napoli, troppe energie sprecate

La forza della squadra, comunque, non si discute. Il gol di Cristante da calcio d’angolo che ha portato in vantaggio l’Atalanta al San Paolo è stato rimontato con tre reti. Il gol di De Vrij che ha portato in vantaggio la Lazio all’Olimpico (da una sviluppo di calcio d’angolo, dove Hamsik ha colpito il primo palo della porta di Reina) è stato rimontato con quattro gol. Non ha causato problemi il 2-3 di Izzo nella partita contro Genoa (anche questo nato dallo sviluppo dell’azione in cui inizialmente il Genoa aveva colpito un palo). Il Napoli è forte e può recuperare qualsiasi risultato. Ma essere costretti a forzare il ritmo, o rimanere in partita fino al novantesimo, a lungo andare porta a sprecare energie inutilmente, oltre a rischiare di rovinare una partita preparata alla perfezione.

Contro il Manchester City, ad esempio, gli uomini di Sarri avevano giocato una splendida prima parte di gara, per poi crollare psicologicamente una volta subiti due gol da palla inattiva. Contro Guardiola, recuperare il risultato è praticamente impossibile: è bastato portare il Napoli a sbilanciarsi un po’ più del solito per terminare la gara con un passivo di quattro reti. Qualcosa che non è certo da tutti, ma che bisogna evitare, lavorando sugli errori che possono portare in situazioni del genere. Mister 33 terrà sempre occhio le palle da fermo, dunque. Ma d’ora in poi farà meglio a pensare a entrambe le porte.