Mattia Deidda

Una vittoria per ricominciare. Il Napoli vince contro il Torino e si riprende il primo posto in classifica. Sfruttato nel migliore dei modi il passo falso casalingo dell’Inter (1-3 contro l’Udinese), e dopo due giornate di attesa i partenopei tornano ad occupare la prima piazza lanciando un chiaro messaggio al campionato: la squadra non è stanca. Koulibaly sblocca la gara dagli sviluppi di un calcio d’angolo (tredicesimo centro da palla inattiva per il Napoli), Zielinski raddoppia e Hamsik mette il risultato in sicurezza. Il capitano si prende le prime pagine dei giornali: eguagliato il numero di reti di Maradona (115) in maglia Azzurra.

Hamsik, un capitano per ripartire

Hamsik torna al gol ed il Napoli torna ad essere la squadra in grado di distruggere la partita nei primi minuti di gioco. Non è una coincidenza. I partenopei erano bloccati in un limbo: consapevoli delle proprie qualità, ma impauriti dal momento che stava vivendo la squadra. Fuori dalla Champions League e con un punto nelle ultime due partite casalinghe: impossibile non cominciare a pensare di dover cambiare qualcosa. La svolta arriva a Torino, in una serata che Hamsik non dimenticherà mai. Il gol che lo accosta a Maradona è un piattone che si avvicina all’incrocio dei pali e mette fine alla gara con sessanta minuti di anticipo. Spazzate via le paure della squadra, rotta la maledizione personale (un solo gol in questa stagione), e mandato un chiaro segnale al campionato: i periodi difficili capitano a tutti, solo le grandi squadre riescono ad assimilarli rimanendo tranquilli e fedeli alla propria filosofia.

Una settimana per ricaricarsi

Il Napoli ha avuto tutta la settimana per preparare la partita. Il ritmo impresso dalla gara può essere spiegato semplicemente così. Le parole di Sarri sono vere: giocare ogni tre giorni è un altro sport rispetto ad avere un solo impegno a settimana. Ovviamente risulterebbe un errore prendere la frase come una giustificazione per un periodo negativo. Se la squadra gioca ogni tre giorni, significa che possiede una grande rosa e nella stagione precedente ha ottenuto un ottimo risultato. Ogni allenatore al mondo, quindi, vorrebbe giocare ogni tre giorni, e non deve essere visto come un fastidio. La controprova della teoria di Sarri arriva però con l’Inter. I nerazzurri trovano la prima sconfitta stagionale nella settimana della coppa Italia. Il primo stop in campionato, invece, è arrivato con il Bologna, ossia una gara giocata tre giorni dopo la vittoria contro il Crotone (infrasettimanale). Due indizi non fanno una prova, ma poco ci manca.