Redazione

Sarà che la storia ci insegna che a luglio è facile che i francesi tirino fuori l’artiglieria, ma l’offensiva del Paris Saint-Germain nei confronti di Neymar rischia di rappresentare un caso di mercato senza precedenti. Le clausole rescissorie, quando sono molto alte, servono più da dissuasore che da vero e proprio strumento giuridico. Ecco perchè quella del calciatore del Barcellona ammonta a una cifra che sembra più gettata lì a caso che realmente ragionata. Oltre 200 milioni di euro, per la precisione 222. Tanto, chi vuoi che decida di spenderli? Ecco, qualcuno forse c’è. A Parigi si sono stancati di spendere e non vincere. E se gli anni scorsi almeno il trofeo della Ligue 1 (magra consolazione) arrivava in bacheca, nella stagione appena conclusasi il PSG ha potuto sollevare solo la Coppa di Francia e si è visto scalzare dal trono reale dai principini del Monaco, in una vera e propria rivoluzione calcistica tutta transalpina.

E allora, cosa c’è di meglio che un po’ di sana restaurazione? La squadra della capitale vuole tornare il centro di gravità permanente del football francese e per farlo non ha intenzione di badare a spese. Il che, detto dopo gli acquisti ultra-milionari delle scorse sessioni di calciomercato, potrebbe far sorridere. E invece no, perchè rispetto ai 222 milioni della clausola di Neymar tutte le spese precedenti diventano bruscolini. Se poi al costo del cartellino aggiungiamo anche quello del contratto, un quinquennale da 30 milioni netti a stagione, il trasferimento a Parigi di O’Ney costerebbe alle casse del club circa 520 milioni. Tanto paga Pantalone, che nella fattispecie è il fondo del Qatar proprietario del PSG.

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Layvin Kurzawa, uno dei grandi acquisti del Psg (foto Aurelien Meunier-Getty Images)

Ma il Barça, cosa ne pensa? Ha categoricamente smentito la trattativa, affermando che al 200% (perchè la sicurezza non è mai troppa) il brasiliano non se ne andrà dalla Catalogna. Sarà, ma la trattativa non ha ragione di esistere se effettivamente la società francese deciderà di investire su Neymar una cifra non troppo lontana dal PIL delle Isole Marshall. Una volta che la clausola viene pareggiata, se il calciatore vuole andare a Parigi, nulla al mondo potrà fermarlo. Alcune fonti sostengono che il papà del numero 11 blaugrana, che è anche il suo procuratore, sarebbe vicino ad un accordo con gli emiri prestati al calcio parigino. A quel punto in casa Juventus suonerebbe l’allarme.

Alt. Che c’entra la Juve? E di quale allarme si parla? Non certo quello antincendio che ha svegliato per due volte i bianconeri nel loro albergo negli USA, ma l’allarme Dybala. Già, perchè nel momento in cui il Barcellona dovesse effettivamente perdere uno dei suoi gioielli, seppur per una cifra che definire ragguardevole è un eufemismo, la società catalana dovrà per forza di cose assicurarsi il sostituto di Neymar. Certo, con 222 milioni da aggiungere al già principesco budget a disposizione di Ariedo Braida non dovrebbe essere un’impresa molto complicata, ma potrebbe intralciare (e di parecchio) i piani bianconeri per l’ennesimo assalto alla Champions.

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Dybala, match-winner di Juventus-Barcellona assieme a Chiellini

Non è un mistero, Dybala al Camp Nou piace, e anche tanto, soprattutto dopo lo show nei quarti di Champions. Il numero 21 della Juventus ha persino uno sponsor d’eccezione, un suo connazionale, anche lui con un sinistro niente male, e che indossa la 10 nel Barça e nell’Albiceleste. Se Neymar va via, la Joya diventa l’obiettivo numero uno della dirigenza blaugrana. In questo caso, per fortuna della Juventus, clausole rescissorie non ce ne sono, ma ci sarebbero 222 milioni di buoni motivi per stare ad ascoltare almeno l’offerta degli spagnoli. Non che tutta la clausola del brasiliano possa essere investita su Dybala, anzi, nell’affare con il PSG Braida potrebbe cercare di inserire in qualche maniera Verratti come contropartita tecnica, ma di certo il Barcellona si presenterebbe a Corso Galileo Ferraris ben munita di cammelli, come si addice agli emiri che arrivano, spendono e se ne vanno.

E Dybala? Come potrebbe reagire a una chiamata dei cinque volte campioni d’Europa? Un suo rifiuto metterebbe al sicuro la Juventus, che a quel punto potrebbe permettersi di dire no, grazie e rimandare al mittente qualsiasi offerta. Ma un’apertura rappresenterebbe l’ennesima spina nel fianco di un’estate non proprio semplicissima. La volontà del giocatore, ormai si è capito, regna e, clausola o non clausola, Marotta e Paratici dovrebbero farci i conti. Quindi, tra una mossa e l’altra di calciomercato, da Vinovo buttano un occhio alla Catalogna e l’altro a Parigi. L’unico allarme che per il momento è suonato è quello dell’albergo. Ma occhio alle sirene. Quelle a cui anche Dybala potrebbe non resistere.