Redazione

Questa volta, è un addio: Niang non va via, come spesso gli è successo, in prestito. Il ragazzo lascia il Milan. E stavolta, per sempre. Le strade si separano dopo una estate bollente. Il francese ha rifiutato prima l’Everton, poi lo Spartak Mosca, complicando il mercato rossonero. Adesso che il destino si è compiuto, il ragazzo ha deciso di salutare i tifosi con una lettera “strappalacrime” che difficilmente rinsalderà il rapporto, già deterioratosi dopo la consegna del certificato medico da “stress”.

 

Nostalgia e affetto

Parole cariche di nostalgia, affetto e rimpianto. Di ciò che sarebbe potuto essere e invece non è stato. A Torino ritroverà Mihajlovic, che ha sempre creduto nelle qualità di questo ragazzo, forse troppo sensibile, sicuramente un po’ (troppo) impulsivo. Anche perché anche in questa ultima missiva, non si è fatto mancare la vena polemica. La sensazione è che non mancherà moltissimo ai tifosi del Milan. C’è modo e modo di lasciarsi. E Niang ha scelto il peggiore. Animato da una (in)sana voglia di rivalsa, ha complicato il mercato del Milan sin quasi a bloccarlo ed ha esacerbato gli animi.

V per Vendetta

Tutto affonda le radici nello scorso luglio, quando il Milan comunica la cessione al ragazzo che non la prende bene. Si sente scaricato. E trattato come un pacco postale. Dopo una girandola di prestiti, si aspettava un trattamento diverso. Invece no. E quindi reagisce nel modo peggiore, intasando il mercato: un ostruzionismo che danneggia sia il Milan che il suo portafoglio. Lo Spartak offre 23 milioni al Milan e 3 d’ingaggio al calciatore, che dice no. Vuole andare al Torino. Per due motivi: vuole ritrovare il suo maestro Mihajlovic e, soprattutto, impedire a chi l’ha sfiduciato di scegliergli la destinazione. Rifiuta anche la Lazio. Infine lo strappo con i tifosi: la Curva del Milan lo scarica con uno striscione eloquente srotolato durante Milan-Cagliari. É la fine di un amore. É la vita. Il futuro non sarà a tinte rossonere, ma granata. Diverso. E non per forza peggiore.