Redazione

Niang al Milan, titoli di coda. Ieri San Siro ha decretato la parola fine sull’avventura in rossonero del francese. Lo strappo è divenuto frattura. Insanabile. Il “Niang vattene” esposto dalla curva rossonera vale più di qualsiasi trattativa di mercato.

Il trasferimento al Torino potrebbe saltare

Niang non è voluto andare allo Spartak e si è scelto la propria destinazione. Torino. I granata sono pronti ad accoglierlo. Mihajlovic gli ha garantito una maglia da titolare, e nel frattempo il ragazzo ha presentato il certificato medico per non allenarsi. Una scelta che ha irritato non poco il Milan. La società, fra l’altro, non ha ancora trovato un accordo con i granata. E il trasferimento non è così scontato. Cairo, forte dell’accordo con il giocatore, non si spingerà oltre i 15 milioni di euro. Un’offerta ritenuta bassa dal Milan, che, però, non può tirare troppo sul prezzo. Ogni giorno che passa è direttamente proporzionale all’abbassamento della cifra. É il giogo del mercato, che stringe il cappio intorno ai rossoneri. Come uscire da questo Impasse?

Uno scambio fra scontenti?

In questa ottica si potrebbe aprire una pista che conduce verso la Lazio. Uno scambio fra scontenti: in biancoceleste c’è quel Keita che è rimasto incastrato nelle dinamiche di mercato. La Juventus non ne ha più tutto questo bisogno. Si è fatto sotto il Napoli, ma non garantisce il posto da titolare. Neanche il Milan, a dirla tutta, ma in rossonero c’è molta meno concorrenza e Montella è molto più “elastico” rispetto a Sarri nella gestione dei neo arrivati. Keita al Milan è stata la prima scelta di Lotito, prima che il giocatore si impuntasse verso Torino. Il problema è capire se la Lazio, liberatasi di un “caratterino” niente male, si voglia mettere dentro casa un altro giocatore “difficile” da gestire. Inzaghi, in questo senso, è stato molto chiaro. Vuole due acquisti, che potenzino la squadra e non creino disagi al gruppo. In questa ottica rientra, decisamente, più il profilo di Paletta che quello di Niang.

Gli altri nomi in uscita

Caso Niang a parte, Mirabelli e Fassone adesso hanno meno di 100 ore per sfoltire la rosa e incassare il più possibile. La gestione è virtuosa, ma se è possibile accorciare ulteriormente i tempi di rientro dal finanziamento, perché no? Montella ha già dato l’ok per le partenze di Paletta, destinato con ogni probabilità alla Lazio per due milioni di euro. In partenza anche Gustavo Gomez, e Josè Sosa, entrambi destinati al campionato turco. Il Milan conta di incassare 9 milioni in due anni per il difensore e altri 7,5 per Jose. Rastrellare 20 milioni di euro, per tre esuberi, sarebbe un ottima operazione che andrebbe a coprire, in parte, il “danno” causato dai capricci di Niang.