Redazione

Oceania contro America, il continente più “recente” contro quello che è solamente Nuovo. Nuova Zelanda contro Perù, in palio un posto verso la Russia. Uno dei due spareggi interzona, perchè l’Oceania non ha un posto assicurato per le sue squadre. Quest’anno i playoff toccano anche all’Australia, che per motivi di competitività partecipa alle qualificazioni della zona asiatica e incontrerà l’Honduras, mentre, come accade praticamente ogni quattro anni, la Nuova Zelanda va ad incrociare una rappresentante di un’altra confederazione, in questo caso la CONCACAF. Di fronte i kiwi si trovano il Perù, che nel combattutissimo girone sudamericano è arrivato quinto. Uno spareggio davvero…Pacifico, come l’Oceano che divide le due nazioni. E alla fine del primo atto, l’equilibrio regna sovrano. 0-0 e arrivederci in Sudamerica.

Nuova Zelanda, come sempre agli spareggi

I neozelandesi, che sono All Blacks solo quando indossano la seconda maglia, sognano di ripetere le due esperienze del 2010 e del 1982, le uniche qualificazioni nella storia della squadra oceanica. E se in Spagna il girone li aveva lasciati con un palmo di naso, zero punti con due reti fatte e dodici subite, il Mondiale in Sudafrica è stato un successo clamoroso. Neanche una sconfitta e ben tre pareggi, uno dei quali addirittura contro l’Italia campione del mondo in carica. I tre punti sono bastati a qualificarsi per la fase a eliminazione, ma hanno dato un’ulteriore spinta a un movimento calcistico che cresce a vista d’occhio anche come risultati.

Il Perù manca dai Mondiali dal 1982

Dall’altra parte c’è un Perù che sperava di qualificarsi senza dover passare per un lungo e fastidioso viaggio intercontinentale, ma non è riuscito ad aver ragione della Colombia in quello che praticamente è stato un imprevisto spareggio sudamericano. La squadra guidata da Paolo Guerrero, una carriera divisa tra Germania e Brasile, ha (abbastanza incredibilmente) in campo meno “stranieri” dei propri avversari, dato che buona parte dei peruviani gioca nel campionato di casa, mentre i neozelandesi sono sparsi tra Australia, Stati Uniti e Inghilterra. El Barbaro Guerrero, 33 anni, cerca l’ultima impresa della sua lunga militanza con la maglia della Blanquirroja, la qualificazione al Mondiale che al Perù manca dal 1982. E anche gli Inca nella loro ultima presenza iridata hanno incontrato l’Italia, pareggiando con Díaz la rete di Bruno Conti.

Ma dal 2026 entrambe avranno più possibilità

Per entrambe le squadre potrebbe essere l’ultimo (o il penultimo spareggio). Per qualificarsi ai Mondiali in Qatar (2022) le regole restano quelle attuali, ma a partire dalle qualificazioni per il 2026 l’Oceania avrà finalmente il suo posto di diritto tra le quarantotto partecipanti e il numero delle sudamericane aumenterà da 4 (o 5) a 6. Una speranza in più per entrambe, ma soprattutto per la Nuova Zelanda, che spesso arriva ad un passo dal sogno, per poi soccombere allo spareggio finale. E a occhio e croce, potrebbe finire così anche quest’anno. Il Perù difficilmente riesce a superare nazionali con più tradizione come Cile e Paraguay. E stavolta non sfruttare l’occasione sarebbe un delitto.