Paolo Valenti

Nuovo segnale di sviluppo per il soccer nordamericano: la scorsa settimana, infatti, la Federazione canadese ha dato il via libera alla nascita di una Premier League che costituirà il punto di riferimento professionistico del calcio in Canada. La decisione corrisponde all’esigenza sempre più marcata di avere una lega professionistica in grado di supportare al meglio le necessità specifiche delle squadre canadesi, sparse nei vari campionati minori nordamericani (NASL e USL). Il problema che incontrano le squadre canadesi, infatti, è quello di non riuscire a dare riscontri adeguati alle proprie esigenze perché partecipanti ai campionati statunitensi, che sono ovviamente organizzati tenendo in preminente conto le istanze del calcio USA, in particolar modo per quanto concerne la cura dei vivai e la promozione delle squadre nel paese.

Sebastian Giovinco sempre più star in Canada

Sebastian Giovinco sempre più star in Canada.

Le tre principali franchigie (Montreal Impact, Vancouver Whitecaps e Toronto FC), società nella quale militano anche due vecchie conoscenze della serie A come Bradley e Giovinco) continueranno a disputare la MLS, beneficiando del seguito in costante crescita che vanta la maggior lega professionistica a stelle e strisce. Tutte le altre compagini, invece, daranno corpo alla Canadian Premier League. Due nomi su tutti: Edmonton, attualmente nella NASL, e Ottawa Fury, che partecipa alla USL, oltre alle già confermate Hamilton, città dell’Ontario nella quale avrà sede la Premier League, e Winnipeg. Per le altre squadre tutto è ancora da definire: proprietari, stadi, regolamenti, organi di governance. Ma la Canadian Premier League sarà una realtà probabilmente a partire già dal 2018, con una formula, ancora da dettagliare, comprendente tra le sei e le otto squadre nelle quali, sebbene sarà permessa la presenza di calciatori stranieri, si punterà soprattutto a far crescere e sviluppare giovani talenti e tecnici locali.

VISTA SUI MONDIALI 2026
Questo obiettivo sembra giustificare le voci degli ambienti vicini alla federazione che ipotizzano che ogni compagine sarà tenuta a registrare nella propria rosa almeno il 75% di giocatori canadesi. Ulteriore segnale che sottolinea quanto sia importante per il movimento la prospettiva di ospitare l’edizione 2026 dei Mondiali per la quale, lo scorso 10 aprile, il Canada ha proposto la propria candidatura congiunta con Messico e Stati Uniti. In Nord America il soccer non era così vitale nemmeno ai tempi di Pelè e Beckenbauer.