Redazione

Un pareggio non basta a rovinare la festa. Anche perché il Frosinone è ancora in testa al campionato con vistA…promozione. Il “Benito Stirpe” apre i cancelli al sogno della massima serie. Del resto, il nuovo stadio del Frosinone è concepito per il ritorno nel calcio che conta. Il Frosinone vuole tornare in serie A e restarci a lungo. E lo stadio, in questo senso, è la base su cui poggiare il progetto.

Lo stadio è un gioiellino

Il nuovo stadio è un gioiellino costoso. Qualcosa come 20 milioni di euro, ma destinato ad un impatto economico che presto ripagherà l’investimento: si presume un incremento dei ricavi del 20% che non sarà una grandissima cifra, ma garantisce un futuro importante e aderente alle esigenze di una società che ha interesse a tenere i conti in ordine e crescere senza svenarsi. L’obiettivo è la serie A. E poi mantenerla. Ma anche non compiere il passo più lungo della gamba. Non a caso la nuova casa del Frosinone è capiente, ma sobria: 16 mila posti, tutti a sedere, in perfetto stile inglese. Senza barriere e pista d’atletica. Uno stadio concepito per il calcio.

Volano sociale ed economico

In generale, una grande opera pubblica è sempre legata alla riqualificazione del territorio. Lo Stirpe, sorto in un area pressoché abbandonata, restituisce e recupera una porzione di città che rischiava di essere dimenticata. Un’area commerciale di 4 mila metri quadri è un beneficio enorme per tutto un tessuto sociale di medio-larga scala provinciale. In questa ottica, l’impatto generato dai complessi architettonici sportivi – ricreativi rappresenta un motore a scoppio per l’economia locale. Non sarà difficile, entro un ragionevole lasso di tempo, vedere sorgere pub, ristoranti tipici, centri scommesse e tutto ciò che è vicino al concetto di sport e consumi legato allo sport. In questo senso solo il tempo potrà fornire le risposte adeguate ma la sensazione è che lo “Stirpe” possa fungere da volano per l’economia locale.