Marco Piccari

Due giovani talenti e una stella che brilla sempre. Anche questo ti capita di vedere durante la due giorni di Champions League. Di rientro da due telecronache, Basilea-CSKA Mosca e Porto-Lipsia, e tre nomi hanno catturato la mia attenzione: Dimitri Oberlin, Alan Dzagoev e Dayot Upamecano. Due ragazzi e un esperto numero 10.

Dimitri Oberlin, la speranza rossocrociata

Dimitri Oberlin, classe 97, è la gemma del calcio svizzero. Il giovane ventenne nato in Camerun, attualmente attaccante del Basilea ma di proprietà del Salisburgo, sta rubando sempre più l’attenzione degli addetti ai lavori. In stagione al momento ha collezionato 15 presenze e 6 reti, di cui 3 in 4 partite di Champions League. Nel gruppo A, dove ci sono Manchester Ud, CSKA e Benfica, Oberlin si è messo in evidenza segnando una doppietta ai portoghesi e una rete ai russi nel match di andata. Nell’ultima partita, proprio contro il CSKA, non ha trovato il gol, ma il ragazzo ha comunque esibito la sua qualità. Nel 3-4-3 di Wichy ha giocato come punta centrale supportato da Steffen e Elyounoussi.

oberlin

Nel primo tempo il Basilea ha pressato e giocato stabilmente nella metà degli avversari e Oberlin, con la sua tecnica e potenza fisica, ha cercato di scardinare il muro russo. Alto 1.82 e con un fisico imponente, il ragazzo è leggero come una piuma e spesso si muove sul fronte offensivo senza dare punti di riferimento. Palla al piede è poi devastante, in un’azione ha saltato come birilli due difensori del CSKA Mosca, mandandoli al bar. Secondo alcuni ricorda Lukaku, un paragone che ci può stare dal punto di vista fisico, anche se forse tecnicamente sembra avere qualcosa in più. Sicuramente è presto per fare paragoni, ma una cosa è certa: Oberlin è proprio un bel vedere.

Alan Dzagoev, una classe che abbaglia

Magnifico è anche il russo Dzagoev, il tempo passa ma la sua stella brilla sempre. Contro il Basilea, complice anche un recente infortunio al tendine di Achille che lo ha limitato, è entrato nel secondo tempo. Ma una volta dentro, il 10 ha acceso la luce e il CSKA Mosca ha trovato subito la strada per uscire dal tunnel e arrivare alla vittoria. Vedere Dzagoev è sempre un piacere, classe e qualità allo stato puro. Appena è entrato si è messo dietro la prima punta e con palleggio e visione del gioco ha cambiato il volto alla squadra russa, che ha subito alzato il baricentro schiacciando il Basilea nella propria metà campo. In pochi minuti ha segnato un gol di pregevole fattura per poi trascinare i suoi alla vittoria. Un 10 di alto livello sempre bello da vedere: una sciccheria.

Dayot Upamecano, il centrale del futuro

Chiudo il viaggio con un difensore destinato a diventare un grande centrale. Classe ’98, nato a Evreux, di nazionalità francese: Dayot Upamecano. È la seconda volta che lo incrocio in Champions e in entrambe le occasioni mi ha rubato l’occhio. Il difensore del Lipsia, acquistato in estate per 12 milioni dal Salisburgo e corteggiato da club come Manchester United e Arsenal, nonostante la sconfitta ha lasciato comunque il segno. Sicuramente è andato meglio nella gara di andata, ma anche in Portogallo ha esibito il suo enorme talento. Forte fisicamente e veloce, tanto da tenere testa agli affondi di Brahimi. Puntuale nelle chiusure e abile negli anticipi, tanto da ricordare Alessandro Nesta. Non male anche quando deve impostare, palla al piede mostra una buona tecnica.  Ma quello che più impressiona è la capacità di giocare con la tranquillità del veterano, che per uno che ha 19 anni è impressionate. Il ragazzo sembra avviato sulla strada del successo: sublime.