Riccardo Stefani

Chi l’ha detto che alle olimpiadi invernali possano partecipare solo nazioni dotate di importanti catene montuose, abbondanti precipitazioni nevose e addirittura che conoscano tutte e quattro le stagioni? Beh, in effetti non è facile biasimare chi pensa sia impossibile veder partecipare degli stati tropicali alle gare di bob, skeleton o sci di fondo. Anche perché si tende a dare per scontato che in quei paesi, per cause di forza maggiore non possano esistere tali discipline. E invece no, o meglio, nì. Perché, in effetti, è complicato pensare che nelle fasce tropicali siano disponibili degli spot per esercitarsi negli sport invernali, ma nessuno vieta ai volenterosi atleti di andare ad imparare e ad allenarsi in un paese dove, dopo aver appreso a battere i denti, ci si possa dedicare all’agonismo sul bianco. Una situazione di questo tipo è stata portata sotto i riflettori dal Ghana, che con gran sorpresa si vedrà rappresentato dall’atleta Akwasi Frimpong nella disciplina dello skeleton.

Un desiderio olimpico tra Ghana e Paesi Bassi

Una storia lunga, cominciata nel 1994, quando Akwasi ha solo otto anni. Vive in una cittadina ghanese con sua nonna e otto cugini, fino a quando riesce a raggiungere sua madre nei Paesi Bassi. Ma i festeggiamenti per il suo arrivo in terra d’oranje dovranno attendere: ci vorranno tredici anni e diverse peripezie burocratiche per uscire dal cono d’ombra dell’immigrazione clandestina ed un anno in più per ottenere la nazionalità olandese. Già da qualche anno il ragazzo ha cominciato a praticare atletica vincendo diversi trofei. Dopo aver recuperato da un lungo infortunio alla caviglia vince una borsa di studio per andare a praticare atletica presso l’università statunitense dello Utah. Anche qui ottiene ottimi risultati di squadra ma i suoi tempi non permettono all’atleta ghanese di qualificarsi individualmente per le olimpiadi.

Dai giochi estivi a quelli invernali…

Viene poi chiamato da un team di bob a quattro grazie al quale scopre il proprio talento nelle discipline invernali. Da lì ad ottenere la chiamata prima nella squadra B olandese e ad entrare nei sette brakemen pre-olimpici sembra un attimo ma dietro c’è una montagna di lavoro fatto dall’atleta ghanese. Ma anche in questo caso, niente partecipazione, solo un posto da riserva che rimane tale. Dopo aver servito alla funzione, per così dire, di acceleratore nella disciplina del bob, Frimpong decide di mettersi in proprio e di darsi allo skeleton per riassaporare forse quella velocità e quell’individualità che lo aveva reso così interessante nel mondo dell’atletica.

…e finalmente Frimpong e il Ghana incontrano i cinque cerchi

Dopo più di quindici anni di sacrifici, tanto allenamento in tante discipline, dopo aver agognato le olimpiadi, ora l’atleta ghanese ha realizzato il suo sogno ed è felicissimo di rappresentare il suo paese natale scrivendone una piccola riga di storia sportiva, essendo il primo a rappresentare il Ghana negli sport olimpici invernali. La Corea del Sud attende, mentre Akwasi Frimpong freme e annunciando con un post su Twitter la sua partecipazione alla manifestazione scrive: “osate sognare”.