Elisa Ferro Luzzi

La città di Parma è sconvolta dal duplice omicidio avvenuto per mano di Solomon Nyantakyi, 21enne calciatore ghanese cresciuto nelle giovanili del club ducale. Martedì sera il giovane calciatore ha ucciso la madre, Nfum Patience e la sorellina 11enne Magdalene. A trovare i corpi il fratello, il 25enne Raymond. Entrambe le vittime sono state uccise a coltellate nell’appartamento dove vivevano, vicino alla stazione della città ducale. Nyantakyi aveva davanti una promettente carriera calcistica ed era stato convocato in prima squadra diverse volte da Donadoni, nell’anno del crac del Parma Fc, prima che problemi comportamentali gli precludessero l’ascesa nel mondo del pallone. Un delitto efferato, questo, definito dagli inquirenti “agghiacciante e orribile”. La sua fuga è durata poco: è stato rintracciato e fermato dalla polizia alla stazione centrale di Milano. Ha poi confessato tutto.

Pistorius e l’omicidio della fidanzata Reeva

Torna subito alla mente, a proposito di sportivi che hanno commesso reati, la storia di Oscar Pistorius. Nessuno potrà mai dimenticare di quando il rinomato velocista paralimpico, si macchiò dell’omicidio della fidanzata, la modella trentenne Reeva Steenkamp. Pistorius confessò il delitto sostenendo di aver sparato alla ragazza, scambiandola per un intruso, quattro colpi di pistola attraverso la porta del bagno chiusa. Nel 2014 venne riconosciuto colpevole di omicidio colposo e condannato a 5 anni di carcere più 3 (sospesi con la condizionale) per il possesso di armi da fuoco. Nel 2015 la Corte Suprema d’Appello Sudafricana, accogliendo il ricorso della Procura, lo riconobbe invece colpevole di omicidio volontario stabilendo che il caso venisse rinviato a un giudice di prima istanza che avrebbe avuto il compito di infliggere una pena appropriata (15 anni di reclusione, il minimo della pena prevista in Sudafrica per l’omicidio doloso). I legali di Pistorius fecero ricorso in Corte Costituzionale e in attesa della data di inizio del processo fissata per il 18 aprile 2016 all’atleta vennero concessi gli arresti domiciliari su cauzione. Il 6 luglio 2016 la condanna a 6 anni di carcere (che potranno diventare 2 in caso di buona condotta).

Oscar Pistorius, condannato a 6 anni per l’omicidio della fidanzata

IL CASO O.J. SIMPSON
Un altro caso che ha tenuto inchiodati alla tv milioni di spettatori in tutto il mondo è stato quello di O.J. Simpson. L’ex campione di football americano, il 3 ottobre 1995 è stato assolto, dopo un lungo processo, dall’accusa di aver ucciso l’ex moglie Nicole Brown e il suo amico Ronald Lyle Goldman, assassinati a colpi di 32 coltellate la sera del 12 giugno 1994 nella lussuosa villa della donna a Los Angeles. Al momento dell’arresto O.J. non si fece trovare a casa e si diede alla fuga per oltre cinque ore. Il disperato inseguimento, con l’ex campione che ha minacciato più volte di suicidarsi puntandosi una pistola alla tempia, venne seguito in diretta televisiva da 95 milioni di spettatori. Durante il processo emersero le precedenti denunce della moglie Nicole per maltrattamenti domestici, ma la difesa di Simpson fu abile a dare al tutto una connotazione razziale. Nel settembre del 2007 ha fatto irruzione con quattro uomini armati in una suite dell’albergo “Palace Station” di Las Vegas per costringere due venditori di cimeli sportivi a consegnargli alcuni oggetti che, a suo dire, gli appartenevano. Il 4 ottobre 2008 è stato ritenuto colpevole di 12 capi di imputazione, tra cui rapina e sequestro di persona, e condannato, due mesi più tardi, a 33 anni di cui 9 senza possibilità di libertà vigilata. Recentemente i suoi avvocati hanno rivelato che potrebbe uscire in libertà vigilata a ottobre.