Luigi Pellicone

Orsolini, un futuro più nero che azzurro con la Dea. L’avventura all’Atalanta sinora ha deluso le attese di entrambi. Appena qualche subentro e mai un’apparizione dal primo minuto, al netto della sfida di Coppa Italia contro il Sassuolo. Molto meno delle aspettative per un talento coltivato dalla Juventus, che ha scommesso tantissimo su un ragazzo classe 1997 con le stigmate del predestinato.

Una stagione e un mondiale Under-20 da protagonista

Orsolini è stato inseguito da mezza serie A, ma alla fine l’ha spuntata la Juventus, che lo ha girato all’Ascoli in serie B dove si è immediatamente inserito. Una stagione da incorniciare, quella nelle Marche: 41 presenze, 8 gol e sei assist. E promesse mantenute. Anche ai mondiali di categoria gioca da protagonista e trascina l’Italia a pochi passi dal sogno. 5 gol in 7 partite e la conferma delle qualità: veloce, potente, imprendibile nel breve grazie alla rapidità di tocco e controllo di palla. Salta l’uomo con grande facilità, cambiando spesso direzione senza perdere equilibrio. La specialità della casa? Smarcarsi, ricevere palla sulla fascia e concludere accentrandosi oppure tagliando alle spalle del marcatore. In tanti pensavano che con Gasperini avrebbe trovato la definitiva consacrazione e invece a Bergamo si parla di Farias. Quanto basta per entrare nella categoria degli indesiderati, a dispetto di ogni pronostico.

Un bilancio da dimenticare

Sinora 7 presenze in Serie A, nessuna da titolare, e appena 103′ giocati in campionato. É vero che è deve rubare il posto a Gomez e Ilicic, ma è altrettanto innegabile che l’azzurro under-21 non ha sfruttato a pieno tutte le occasioni a disposizione. La controprova della considerazione di Gasperini è nell’unica presenza dal 1′ in Coppa Italia con il Sassuolo, quando le ambizioni nerazzurre non erano ancora così definite. Quella con gli emiliani, senza mezzi termini, è stata una sfida fra riserve: così come è considerato Orsolini. Riserva o, al massimo, apriscatole, da utilizzare negli ultimi minuti di gioco. La concorrenza e la situazione attuale lo spingono lontano da Bergamo. Il Chievo è sulle sue tracce e l’idea non dispiace né al giocatore né alla Juventus, che preferirebbe una destinazione dove il ragazzo possa esprimere a pieno il suo talento.