Adriano Stabile

Paolo Rossi compie 60 anni. Toscano di Prato, dove è nato il 23 settembre 1956, è ricordato soprattutto per le imprese ai Mondiali del 1982, quando, rientrante da una squalifica di due anni, fu capace di trascinare l’Italia al titolo con 6 gol. Capocannoniere della kermesse iridata, vinse in quel magico 1982 anche il Pallone d’oro. Cresciuto nella Juve, ha giocato anche con Como, L.R. Vicenza, Perugia, nuovamente Juventus, Milan e Verona. Ha disputato l’ultima gara ufficiale da calciatore il 12 aprile 1987 (Verona-Napoli 3-0) a neanche 31 anni condizionato da ripetuti problemi alle ginocchia. Poi, dopo alcuni mesi di riflessione, convocò una conferenza stampa all’Hotel Hilton di Roma annunciando l’addio ai campi: «Credo vi sia tutto abbastanza chiaro – le parole del 10 dicembre 1987 da parte Paolo Rossi ai giornalisti – molti di voi avranno già capito, lascio definitivamente il calcio. Non è una tragedia, anche se dentro di me qualcosa se ne va. Tutto quello che ho avuto lo devo esclusivamente al calcio. Lascio perché non sono più io. Mi sono accorto che non c’è nulla da fare, non tornerò mai quello di prima». 

Paolo Rossi partite

Paolo Rossi oggi

60 anni di Paolo Rossi: le partite super 

CESENA-JUVENTUS 0-1 (Coppa Italia, 1 maggio 1974): a neanche 18 anni Paolo Rossi fa il suo esordio assoluto da professionista in maglia juventina, lanciato titolare dal tecnico ceco Cestmir Vycpalek, lo zio di Zdenek Zeman. Allo stadio La Fiorita la Juve si impone 1-0 grazie a un gol del giovane Giuliano Musiello allo scadere, ma il contemporaneo successo del Palermo contro la Lazio nega ai bianconeri l’accesso alla finale di Coppa Italia. La cronaca del match racconta di un Rossi che all’inizio della ripresa ha sui piedi una ghiotta occasione per segnare ma, forse tradito dall’emozione, la sciupa. Per il resto non fa granché, prestazione onesta ma senza acuti. 

L.R. VICENZA-CATANIA 3-0 (Serie B, 17 ottobre 1976): arrivato al Vicenza dopo la non felice esperienza nel Como, Rossi inizia la stagione alla grande, realizzando tre gol nelle prime tre giornate. Alla quarta, contro il Catania, si scatena ulteriormente firmando la sua prima tripletta da professionista. In 14 minuti, tra il 23’ e il 37’ della ripresa, Rossi castiga il portiere avversario Petrovic prima di testa, poi ribadendo a rete una respinta dell’estremo difensore catanese e infine scartando il portiere in uscita per poi insaccare da posizione angolata. In meno di un quarto d’ora, insomma, il bomber dei veneti mostra il repertorio che lo caratterizzerà per tutta la sua carriera: gol di testa, “di rapina” e qualità tecnica. 

Paolo Rossi partite

Rossi nel L.R. Vicenza

LAZIO-L.R. VICENZA 1-3 (Serie A, 12 marzo 1978): dopo aver vinto la classifica dei cannonieri nel 1976-77 in Serie B (con 21 reti), trascinando il Vicenza alla promozione, Paolo Rossi si ripete nella stagione successiva nel massimo campionato, laureandosi re dei bomber con 24 segnature. Il centravanti toscano, contro la Lazio, realizza la sua prima tripletta in Serie A in trasferta, a Roma: al 22’ infila Garella di testa in tuffo su cross da destra di Cerilli, al 61’ ribadisce a rete una corta respinta del portiere biancoceleste e al 74’ chiude i conti toccando nella porta avversaria su prezioso assist di Faloppa. Grazie ai suoi gol Rossi trascina il Lanerossi Vicenza a uno storico secondo posto in campionato dietro alla Juventus e si guadagna la convocazione in nazionale per i Mondiali in Argentina. 

Paolo Rossi carriera

Rossi tra Bellugi e Bettega nel 1978

ITALIA-FRANCIA 2-1 (Campionato del mondo, 2 giugno 1978): all’esordio in un Mondiale Paolo Rossi, alla terza gara in nazionale, firma il suo primo gol azzurro. L’Italia si ritrova in svantaggio dopo pochi secondi per un colpo di testa di Lacombe, ma l’attaccante del Vicenza rimette in equilibrio il match al 29’: azione rocambolesca come in un flipper, palo di Causio, respinta involontaria della stessa ala destra sulla linea e tocco vincente di Rossi. Zaccarelli, nella ripresa, darà il successo all’Italia, protagonista di quel mondiale concluso al quarto posto. In occasione di Argentina 78 Rossi diventa “Pablito”, soprannome affibbiatogli in quel Mondiale da Giorgio Lago, giornalista del Gazzettino di Venezia.

 AVELLINO-PERUGIA 2-2 (Serie A, 30 dicembre 1979): è la partita che costa a Paolo Rossi la squalifica di due anni per il calcioscommesse. In pieno clima natalizio la gara finisce 2-2, con doppietta di Pablito, che in quella stagione milita nel Perugia. Il match è vivace e divertente, ma è taroccato. L’accusa parla di una somma di 8 milioni per Della Martira, Zecchini, Casarsa e Rossi, da dividere in parti uguali e corrisposti dagli “allibratori” clandestini Trinca e Cruciani con assegno n° 61631015 del Banco di Santo Spirito a Roma. Prima della partita Rossi viene contattato nell’albergo di Vietri sul Mare, a due passi da Salerno, dove alloggia il Perugia. Fuori piove e fa freddo e Pablito, finita la cena, sta giocando a tombola. A un certo punto gli si avvicina il compagno di squadra Mauro Della Martira, che è il gancio, per metterlo in contatto con Cruciani. La chiacchierata dura una decina di minuti, forse meno: non si parla di soldi, ma, secondo l’accusa, Rossi accetta che la partita finisca in pareggio purché faccia qualche gol. Alla classifica dei cannonieri ci tiene! Poi se ne torna tranquillo a giocare a tombola. «Non ho mai puntato una lira in scommesse – ha scritto Rossi a distanza di anni nella sua autobiografia ‘Ho fatto piangere il Brasile’ (Limina, 2002) – non gioco al Totocalcio, non ho mai incassato soldi per addomesticare una partita, ho la coscienza pulita. Dissi che il pareggio ci poteva stare bene per tagliare corto, quelle facce non mi ispiravano fiducia e volevo solo togliermi dall’imbarazzo. Cosa avrei dovuto fare? Fare un casino pazzesco, denunciare Della Martira, avvertire l’Ufficio Indagini per una cosa a cui non ho dato peso?».

UDINESE-JUVENTUS 1-5 (Serie A, 2 maggio 1982): Dopo l’umiliazione per i due anni di stop per il calcioscommesse il sospirato ritorno in campo avviene, in un pomeriggio da ricordare, a Udine: la Juventus vince 5-1 e Rossi riesce anche a segnare di testa oltre che a fornire un assist a Cabrini, in occasione del raddoppio. A metà del secondo tempo, esausto ma contento, il centravanti bianconero lascia il posto a Bonini. Pablito è tornato, facendo così in tempo a dare il suo piccolo contributo al ventesimo scudetto juventino, vinto due settimane più tardi. Bearzot lo porta con sé in nazionale ai Mondiali di Spagna 1982 e là inizierà una nuova favola.

 ITALIA-BRASILE 3-2 (Campionato del mondo, 5 luglio 1982): senza dubbio è la partita che ha consacrato per l’eternità Paolo Rossi. Il centravanti della Juventus, appena rientrato da due anni di squalifica per il calcioscommesse, è reduce da tre gare deludenti nel primo turno di quel Mondiale. Ci sono inoltre grandi polemiche e tensioni intorno alla nazionale azzurra, che si è qualificata per la seconda fase per il rotto della cuffia, grazie a tre pareggi. Il ct Bearzot però non ascolta la critica e conferma la fiducia a Rossi che nella gara più difficile, contro i fortissimi brasiliani, si sblocca con una tripletta. Al 5’ segna di testa su cross da sinistra di Cabrini, al 25’ si infila con un guizzo in mezzo a tre brasiliani sulla trequarti, ruba palla e si fionda verso la porta avversaria infilando il portiere Valdir Peres con un fendente teso, al 74’ realizza il gol dell’apoteosi da pochi metri, deviando in rete un tiro di Tardelli. L’Italia elimina il Brasile e avanza verso il titolo mondiale, che conquista battendo 3-1 in finale la Germania Ovest. Rossi si laurea capocannoniere del torneo con 6 reti e, a fine anno, vince anche il Pallone d’oro di France Football.

Paolo Rossi carriera

Rossi e il brasiliano Junior nell’82

ASTON VILLA-JUVENTUS 1-2 (Coppa dei Campioni, 2 marzo 1983): nell’andata dei quarti di finale, a Birmingham, la Juve si impone con autorevolezza sui campioni d’Europa in carica. E’ Pablito ad aprire le marcature dopo pochi secondi: Bettega appoggia di tacco a Cabrini, cross da sinistra e incornata di testa di Rossi. Gli inglesi pareggiano al 54’ con Cowans, ma è poi Boniek, su assist di Platini, a dare il successo ai bianconeri. Nel ritorno, a Torino, la Juve si ripete, vincendo 3-1 ed eliminando così l’Aston Villa. I bianconeri di Trapattoni arriveranno fino alla finale, battuti però ad Atene dall’Amburgo, con un gol di Magath. Paolo Rossi si consolerà vincendo la classifica dei cannonieri di quella Coppa dei Campioni, con 6 reti.

 ITALIA-MESSICO 5-0 (Amichevole, 4 febbraio 1984): a Roma, in una partita senza i tre punti in palio, Paolo Rossi vive il suo ultimo grande exploit in nazionale. Ancora una volta Pablito mostra tutto il suo repertorio inconfondibile: al 12’ ruba con tenacia la palla al terzino Trejo, scarta il portiere Ferreira e infila in rete. Al 37’, in contropiede, brucia sul tempo un difensore avversario e segna in corsa da centro area su assist rasoterra di Altobelli, al 44’ ribadisce a rete una palla smanacciata male dal portiere messicano su cross di Cabrini da sinistra. 

JUVENTUS-MANCHESTER UNITED 2-1 (Coppa delle Coppe, 25 aprile 1984): Paolo Rossi toglie le castagne dal fuoco alla Juventus, a Torino, in un vibrante ritorno della semifinale di Coppa delle Coppe. Dopo l’1-1 dell’andata all’Old Trafford, Boniek porta in vantaggio i bianconeri, ma Whiteside, a metà del secondo tempo, agguanta il pareggio. Quando il match sembra destinato ai tempi supplementari sale in cattedra Pablito, cui già due volte il portiere inglese Bailey aveva negato il gol con altrettante prodezze. E’ il 90’: Vignola mette in area un pallone, la difesa dei Red Devils respinge, Scirea tenta il tiro dalla distanza, deviato, e Rossi si scaraventa sul pallone ballerino infilandolo alle spalle di Bailey. La Juventus si qualifica per la finale che vincerà, contro il Porto, per 2-1, aggiudicandosi così la Coppa delle Coppe.

MILAN-INTER 2-2 (Serie A, 1° dicembre 1985): dopo aver lasciato la Juventus, Paolo Rossi vive una stagione poco felice al Milan, condizionato dai crescenti acciacchi fisici. La sola giornata di gloria in rossonero la vive nel derby di andata contro l’Inter: Pablito, che indossa la maglia numero 10, torna in forma “mundial” portando in vantaggio il Milan al 5’, con un guizzo di destro sotto rete, e acciuffando il definitivo 2-2 al 69’, grazie a un ottimo controllo e tiro su conclusione strozzata di Di Bartolomei. Quelle però restano le uniche due reti in campionato del centravanti di Prato con la maglia del Milan: il declino ormai è alle porte.

Paolo Rossi carriera

Rossi sull’Intrepido ai tempi del Milan

Paolo Rossi Pallone d'oro

Rossi con il Pallone d’oro 1982