Elisa Ferro Luzzi

Paulinho è pronto a far ritorno in Europa. Il 28enne centrocampista brasiliano, attualmente al Guangzhou Evergrande, in Cina non si trova molto bene. Anche se in questi giorni che l’ex giocatore del Corinthians, che in Cina è allenato da Felipe Scolari, ha ribadito di non voler lasciare la Super League, il Barcellona starebbe per presentare una grossa offerta. Sarebbe la terza stagione, questa, di Paulinho al Guangzhou Evergrande e il suo contratto scade a giugno 2020. Da quando è arrivato in Cina ha conquistato cinque titoli nazionali (2 Scudetti, 2 Supercoppe e 1 Coppa) e uno internazionale (l’AFC Champions League). Prima di volare in Oriente è passato dall’Europa, nei due anni poco fortunati con la maglia del Tottenham. Ma ora avrebbe voglia di far bene anche nel Vecchio Continente.

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Paulinho con la maglia del Guangzhou Evergrande, pronto a tornare in Europa

Calciatori a cui il ritorno in Europa ha fatto bene

Anche perché diversi giocatori che hanno fatto esperienza in campionati non molto gettonati (anche se quello cinese lo sta diventando), al momento dell’esperienza (o del ritorno) in Europa hanno sempre dato il meglio di sé. Come per esempio il Papu Gomez: dopo l’esperienza positiva al Catania, l’attaccante argentino è andato a finire in Ucraina. Esattamente al Metalist, club con il quale ha firmato un contratto di 4 anni con un ingaggio di 2 milioni di euro a stagione. Tuttavia l’esperienza in terra ucraina non si è rivelata delle più felici, per via delle delicate condizioni politiche attraversate dal paese che hanno indotto il giocatore a chiedere di essere ceduto, nonostante una buona stagione. “Qui vedo gente girare con la mitraglietta in mano. Nel mio Paese non succede e non posso mettere a rischio la vita della mia famiglia” ha dichiarato ai tempi il Papu. Mai ritorno in Italia fu più azzeccato: da quel momento è diventato il faro dell’Atalanta e durante l’ultima stagione ha dato il meglio di sé, diventando punto di riferimento per i compagni sia dentro che fuori dal campo

Il Papu Gomez ai tempi del Metalist, prima del ritorno in Italia

LUCA TONI, DALLA FUGA DA DUBAI ALLA GLORIA DI VERONA
Un altro che ha fatto molto bene dopo l’esperienza in campionati a noi poco conosciuti è Luca Toni. Dopo gli anni d’oro a Palermo, a Monaco e nella Fiorentina, il bomber decise di emigrare a Dubai, precisamente all’Al Nasr. Ma, a fine stagione, dopo 13 presenze e 5 gol segnati, l’immediato ritorno in Italia. Toni qualche anno dopo ha confessato di aver seriamente pensato di smettere durante quell’esperienza. Poi, la chiamata di Della Valle e il ritorno in Europa via Fiorentina. E, subito dopo, l’approdo al Verona neopromosso in Serie A. E di nuovo il titolo di capocannoniere e anche quello di miglior marcatore della storia dell’Hellas in Serie A. Anche la stagione successiva ha fatto molto bene con la maglia del Verona, poi ha deciso di appendere veramente gli scarpini al chiodo ed entrare nello staff dirigenziale del club.

Toni ai tempi dell’Al Nasr, prima del ritorno in Italia

CRUIJFF NEGLI STATES E POI DI NUOVO ALL’AJAX
Oggi va molto di moda trasferirsi negli Stati Uniti o in Canada per vivere oltreoceano gli ultimi anni della carriera. Ma una volta questa pratica non era molto diffusa tra i nostri giocatori. Ha fatto anche questa esperienza Johan Cruijff, che insieme a Pelé è stato uno dei primi top calciatori a provare l’esperienza americana. Nel 1981 l’olandese, dopo aver vestito le maglia di Ajax e Barcellona, decise di trasferirsi a Los Angeles dove giocò una stagione con gli Aztecs, divenendo il giocatore della stagione del Nord America. Dopo l’anno a Los Angeles il cambio di costa e l’esperienza con il Washington. Nel mezzo la parentesi al Levante in Spagna, squadra militante in seconda divisione. Poi il ritorno a casa, nella squadra della sua vita: l’Ajax. Restò nella sua città per una stagione e mezza, giusto il tempo di vincere altri tre trofei (due campionati e una coppa nazionale) e di insegnare tutto ai giovani Van Basten e Rijkaard.

Cruijff ai tempi dell’esperienza americana