Redazione

Parigi val bene una messa, ma non un Mondiale. Pastore, da sei anni al PSG, vive una delle peggiori stagioni della carriera. Il tridente dei sogni e le scelte di Emery lo relegano spesso e volentieri in panchina e le prospettive non sono affatto rosee. Il ragazzo è seriamente intenzionato a cambiare aria. E l’Inter è una destinazione più che possibile. Piace a Spalletti. Sabatini lo adotterebbe anche domani. E in più a Milano c’è una contropartita tecnica adeguata. Joao Mario.

Un addio che non lascerebbe troppi rimpianti

Joao Mario è divenuto quasi un corpo estraneo al gioco di Luciano Spalletti. Il portoghese ha un problema di interpretazione del ruolo. Gioca da regista in un ruolo da incursore. Preso in mezzo, si ritrova troppo spesso davanti alla linea del pallone e tagliato fuori dal gioco. È spesso fuori posizione e poco reattivo nei contrasti. Non corre in verticale, porta il pressing sul portatore ma non lo rincorre, è superato in velocità. L’alternativa? Joao Mario avrebbe i numeri da “8”: tecnica cristallina, piedi vellutati, ottima visione di gioco per innescare la transizione offensiva in velocità. All’Inter in quel ruolo, però, c’è Borja Valero, a cui Spalletti non rinuncerebbe mai. Dunque, valigie pronte? Beh, Joao potrebbe trovare posto più di Pastore nel 4-3-3 di Emery.

Pastore, il trequartista che serve all’Inter

Sebbene negli ultimi anni sembri aver smarrito la vena realizzativa, il valore del giocatore argentino resta fuori discussione. La specialità della casa sono la giocata in verticale o la progressione solitaria, seminando avversari tagliando la difesa dopo lo scambio con l’attaccante. In entrambi i casi, si tratta di movimenti necessari a rendere imprevedibile e letale l’Inter di Spalletti. Immaginare il duo Pastore-Icardi apre un canovaccio tutto argentino che si scrive praticamente da solo: Pastore riceve palla sulla trequarti, anche spalle alla porta. Si gira, salta l’uomo e accelera, portandosi via il difensore. A quel punto ha due scelte: conclusione personale o tocco per Icardi, che a sua volta può restituire il pallone al compagno o calciare in porta. E in entrambi i casi il destino è abbastanza segnato. Ci si abbraccia.

Uno scambio quasi alla pari

L’idea di Sabatini è di uno scambio quasi alla pari o con un minimo esborso. Del resto, certi amori non finiscono. Il direttore sportivo nerazzurro insegue Pastore da anni. Dopo averlo lasciato a Palermo ha provato diverse volte a portarlo a Roma. Adesso è in procinto di tentare di nuovo. Stavolta però con ottime probabilità di riuscita: fra dicembre e gennaio, il presepe dell’Inter potrebbe arricchirsi di un nuovo protagonista, che ha paura di perdere l’aereo per i prossimi mondiali e tanta voglia di giocare.