Francesco Cavallini

Il VAR dà, il VAR toglie. Stavolta alla Juventus ha tolto, una rete di Mandzukic che poteva valere il momentaneo 1-3 e probabilmente la vittoria a Bergamo. Decisione contestata da parte dell’arbitro Damato, che si affida all’aiuto video e decide di annullare la marcatura del croato. A prima vista, nulla di irregolare, almeno nel gol in sè. Prima, però, c’è un fallo di Lichtsteiner non ravvisato. Lo svizzero si libera di Gomez con un colpo al volto e poi procede a crossare per la testa di Mandzukic. Il direttore di gara chiede l’ausilio dei suoi assistenti e decide di annullare il gol e di punire il terzino bianconero con un giallo. Secondo quale ragionamento?

Sui falli di gioco si applica il VAR? No, ma…

La critica rivolta a Damato riguarda il mancato convalidamento della rete a causa di un fallo di gioco precedente. Sui falli di gioco, secondo le direttive consegnate ai fischietti, il VAR non è applicabile, altrimenti le interruzioni troppo frequenti rischierebbero di snaturare il gioco. Quindi niente assistenza video, a meno che non venga ravvisata almeno una delle seguenti peculiarità:

  • il fallo è stato commesso in area di rigore (e non è questo il caso)
  • il fallo è da espulsione (e su questo ci sarebbe da discutere)
  • il fallo risulta decisivo ai fini dell’assegnazione di una rete

Visto l’ultimo punto, Damato è nel giusto. L’azione del gol di Mandzukic è diretta conseguenza del mancato intervento arbitrale. Se il fallo fosse stato ravvisato, si sarebbe ripartiti da un calcio di punizione per l’Atalanta, non certo da un cross in area orobica. Il fallo è evidentemente decisivo, da regolamento gol annullato giustamente.

Decisione presa al termine della stessa azione

La retroattività della decisione è un altro dei punti messi in dubbio da chi sostiene che l’arbitro della sezione di Barletta abbia sbagliato ad applicare il VAR. Il punto è che il direttore di gara, ovviamente, può richiedere l’ausilio video solo a gioco fermo, non può certo interrompere un’azione per avvalersene. E la prima interruzione di gioco a disposizione è per l’appunto la rete di Mandzukic, dopo cui il fischietto si reca a verificare l’accaduto. La segnalazione degli assistenti è con tutta probabilità arrivata durante l’azione, ma è stata verificata al termine della stessa. Il fatto che si sia conclusa con una rete crea il caso, ma è comunque una coincidenza.

Rete convalidata e rosso per Lichtsteiner? Errore

Un’altra interpretazione ancora, quella secondo cui Damato doveva convalidare la rete ed espellere Lichtsteiner è altrettanto inesatta. La rete diventa valida solo se tra il fallo dello svizzero e la marcatura del croato interviene un’altra interruzione di gioco (un fallo laterale, un fuorigioco, etc) e l’arbitro controlla il video dopo il gol. A quel punto giusto punire il calciatore per il fallo, ma impossibile annullare la rete che, di fatto, arriva da un’azione diversa da quella presa in considerazione.

Ma lo svizzero andava comunque espulso

Unico piccolo appunto che si può fare al direttore di gara: il VAR va applicato, ma fino in fondo, altrimenti si rischiano ulteriori polemiche. Se Damato ravvisa una gomitata dello svizzero, il calciatore va espulso per gioco violento. Vero che annullare una rete e contemporaneamente estrarre il cartellino rosso avrebbe potuto scatenare il finimondo, ma il regolamento parla chiaro. Il VAR nasce per rimediare a errori dell’arbitro. Se per applicarlo se ne compiono altri, il senso stesso dell’aiuto rischia di perdersi un po’…